Viaggio in Bulgaria

28 settembre – 4 ottobre 2024

Introduzione: i primordi culturali.

I primi resti umani scoperti in quella che oggi è la Bulgaria risalgono al 44.000 a.C. dove la Tracia ebbe un ruolo di grande importanza nel processo di formazione della civiltà europea. Non è ancora chiaro se i primi umani fossero in effetti Homo Sapiens o Homo Neanderthal.

La Bulgaria è attraversata dal tratto finale del Danubio prima di gettarsi nel Mar Nero; una condizione ottimale per i contatti culturali e mercantili tra oriente e Europa continentale.
I reperti trovati in un secolo di studi archeologici sono esaurientemente esposti nelle teche dei musei: prodotti in osso, pietra, basalto, come minerale nativo o lavorato con le prime tecniche metallurgiche, come pure ambra, vaghi in madreperla, oggetti esotici come paste vitree.
Infatti occorre considerare che l’archeologia bulgara è storicamente molto “giovane” per diversi fattori importanti:
-) la ricchezza dei corredi funebri delle inumazioni tracie è stata fino ad ora un elemento distraente: tanto oro nei corredi funebri era un’allettante incentivo a concentrare le ricerche nelle aree che presentavano tumuli funerari (collinette) i cui corredi erano ricchissimi;
-) il rinvenimento di siti per lavori di adeguamento delle infrastrutture pubbliche dopo la caduta del Muro di Berlino ha accelerato moltissimo la scoperta e la presa di coscienza di quanto ricca sia la storia di questa terra e soprattutto, per i periodi più antichi, di quanto occorra arretrare nel tempo la datazione della frequentazione umana dei siti stessi;
-) la divulgazione dei risultati delle ricerche sul campo e l’esposizione per il godimento al pubblico ha fino ad ora trovato moltissime risorse per il periodo tracio e romano ma, per i periodi più antichi è più difficile inserire e rendere visitabili i risultati delle ricerche in un tour, pure specialistico come quello organizzato da Università Aperta.


Grotte in cui sono stati trovati pitture e graffiti od insediamenti di capanne dove si sono ritrovate tracce di attività umana come la caccia e primi episodi di agricoltura non sono così di semplice accesso e quindi non si è potuto valutare sul campo esempi di architettura preistorica quali dolmen, pitture
rupestri o siti di occupazione stanziale o stagionale, che pure sono presenti in Bulgaria.
Di questo ampio lasso di tempo di più di 40 millenni ci si è limitati così vedere presso i diversi musei disseminati nel territorio reperti in osso, pietra, terrecotte e metalli che attestano che all’incirca nel 9000 a.C. esisteva già una sofisticata civiltà di scambi che produsse alcune delle prime terrecotte europee ed ad esaminare la documentazione visiva e didattica che i musei mettevano a disposizione.
Una nota: spesso nelle pitture rupestri appare il tema del circolo singolo o raggiato od in una serie concentrica a simboleggiare il tema della vita che è nascita e morte all’infinito. Questo simbolo lo ritroveremo nel corso dei millenni in pavimenti, affreschi, mosaici…fino alle case museo che risalgono al XX sec. d.C.


28 settembre 2024: Arbanassi e Velico Tarnovo

Il viaggio che ci siamo ripromesso è indietro nel tempo certo – fino a millenni avanti Cristo – ma uno sguardo alla scoperta dei caratteri etnografici più recenti ci aiuterà a capire quanto questa terra è stata oggetto di scambi culturali e come anche il passato si è modificato per definire gli eventi storici a noi più vicini.
Partiamo perciò dalla parte più a nord del Paese ai confine con la Romania.
Velico Ternovo fu antica Capitale medievale XII-XIV sec. e di questo periodo sono le evidenze e le tradizioni forse più care alle popolazioni locali. Qui si è svolta la prima assemblea del governo bulgaro il 10 febbraio 1879, quando la regione si liberò dal giogo Turco.
Si è visitato la casa museo Konstantsaliev dove sono raccolte le testimonianze abitative e di accoglienza che sono state in uso fino a XX sec.
Tutto il territorio circostante è ricco di chiese e monasteri ortodossi come nel caso di Arbanasi. Il piccolo borgo fortificato è oggi sede di attività artigianali e meta turistica estiva per il clima mite.
Monasteri e chiese, spesso edificate con materiali di recupero di preesistenze architettoniche o funerarie, sono caratterizzati da variegati cicli di affreschi.


29 settembre 2024: chiesa rupestre di Ivanovo

Le chiese rupestri di Ivanovo sono un complesso di chiese e monasteri,
tra i quali l’esempio più interessante è la chiesa “Sveta Bogoroditsa“.
E’ parte del grande monastero rupestre “Santo Michele Arcangelo”, che
si trova a 22 km dalla città di Ruse. Questa chiesa si sviluppa sotto
la protezione di re e di patriarchi bulgari tra il XIII e il XIV secolo.
Grazie ai suoi affreschi ben conservati per la loro bellezza, vivezza e composizione, e considerati l ‘esempio più completo
d’arte medievale bulgara, il monastero è stato iscritto nella lista dell’UNESCO. E’ alta poco più di 2 metri e larga 16 metri, venne creata e dipinta con affreschi con il sostegno finanziario dello zar Ivan Alexander.
Si compone di due abitazioni e una cappella. Nelle rocce circostanti, si trovano i resti di celle monastiche.
Gli affreschi nella chiesa, sulle pareti e sul soffitto sono creati da artisti
ignoti e mostrano scene della Settimana Santa e della vita di San Giovanni
Battista. Ritratti dello zar Ivan Alexander, della zarina Teodora e altri santi sono illustrati nel portico della chiesa, e nella cappella troviamo scene della vita di eremiti siriani.
Per raggiungerla occorre salire un percorso ripido, attrezzato anche con scalini aggettanti sulla strada principale: erano luoghi di contemplazione e meditazione!


29 settembre 2024: Sveshtari

Il tumulo di Sveshtari si trova del parco archeologico di Sboryanovo.
Dalla seconda metà del I millennio a.C. fino all’epoca dei Romani, la regione fu la casa dei Geti, una potente e popolosa tribù tracia che controllava le terre sui due lati del Danubio.
I Geti compaiono nelle fonti storiche scritte nel VI secolo a.C. quando furono conquistati dai Persiani, e più tardi combatterono, con vari successi, con l’antica Macedonia e gli eredi di Alessandro Magno. Finora più di 100 tumuli sono stati identificati qui, motivo per cui fino a
poco tempo fa i locali chiamavano l’area “La terra dei cento tumuli”. La maggior parte dei tumuli sono divisi in due principali necropoli.
La Sveshtari Grobnitsa, o Tomba Sveshtari, è la prima che si incontra nel parco archeologico. Scoperta nel 1982 in una dei più grandi tumuli della necropoli orientale (altezza 19 m) – Ginina Mogila – è senza uguale in tutto il mondo tracio.
Per motivi conservativi i visitatori entrano a coppie e non è possibile documentare l’interno e quindi “raccontiamo” con una descrizione dettagliata il prezioso interno della tomba. Qui non si ha quella simmetria assiale caratteristica delle tombe trace. L’architetto è riuscito tuttavia risolvere il difficile problema della volta per i tre ambienti di dimensione diversa, che non si snodano sullo stesso asse, creando volte di altezza diversa, in rapporto alle dimensioni degli ambienti: la più alta è la volta della camera funebre, la più bassa quella dell’ambiente laterale. Da notare, inoltre, che le tre stanze hanno insoliti soffitti a volta a botte che ricordano le tombe macedoni, ma la volta in questi ambienti non è nascosta.
Nella facciata fregio di rosette e bucrani legati da una ghirlanda, che trova confronti con Samotracia e il tempio di Demetra a Pergamo.
La camera sepolcrale è decorata con un affresco raffigurante una donna imponente che incorona un cavaliere. Attraverso questa immagine ancora una volta si sviluppa il tema dell’eroicizzazione del defunto: tema che nell’arte tracia ha i suoi precedenti nella produzione orafa del V e IV secolo a.C. Dieci Cariatidi, policrome per metà umane e per metà vegetali sono allineate lungo i muri della stanza. Scolpite in calcare, le Cariatidi, prevalentemente di età matura, sono alte circa 1,20 m, colte frontalmente in rigide pose ieratiche. Hanno capelli ricciuti e lunghi, recano sul capo un kalathos (canestro).
Vestono un chitone fermato alla vita, con una balza a forma di fiore.
Eseguite probabilmente da mani diverse nell’ambito di una stessa bottega, esse colpiscono per l’espressività dei volti, diversi tra loro ma tutti poderosi e severi.
A Taranto in Italia è esposta la ricostruzione di una tomba con cariatidi che reggono il cornicione della camera sepolcrale in modo analogo (v. Foto).


30 settembre 2024: Cattedrale di Varna

Principale edificio di culto cristiano ortodosso della città bulgara di Varna,
sulle sponde del Mar Nero, la Cattedrale della Dormizione di Maria è ricca di decorazioni musive ed affreschi e svetta nel comparto urbano per le cupole ed i decori dorati esterni.
Dopo la guerra russo-turca degli anni 1877-1878, gli abitanti di Varna
invitarono il principe russo Aleksandr Dondukov-Korsakov presso la città.
Deluso dall’aspetto e dalle condizioni della cattedrale di San Michele
Arcangelo, l’aristocratico russo si incaricò di promuovere la costruzione
di una nuova cattedrale. La prima pietra per la costruzione fu posata
il 22 agosto del 1880.
La dedicazione alla Vergine Maria fu scelta in onore della zarina di
Russia Marija Fëdorovna, patroni degli altari laterali erano di San Nicola
di Myra e Sant’Aleksandr Nevskij. La costruzione della chiesa si protrasse
per sei anni. Nel 1901, lo zar russo Nicola II donò al tempio 42 piccole
icone e 3 grandi immagini dei santi e tre anni più tardi altre otto icone.


30 settembre 2024: il Museo dei mosaici di Devnya

Presso Varna si trova una piccola gemma storica, il Museo dei Mosaici di Devnya. Nato sulle rovine di una lussuosa villa del periodo della fine della dominazione romana, questo museo custodisce splendidi mosaici provenienti dalla città di Marcianopolis, oltre a vari reperti archeologici.
Durante gli scavi iniziati nel 1976, è venuta alla luce la Casa di Antiope,
un’altra villa di epoca tardoromana, decorata con mosaici pavimentali risalenti tra il III e il IV secolo d.C., periodo in cui potrebbe aver
regnato l’imperatore Costantino il Grande. Questa dimora storica, caratterizzata da un insieme di 21 camere disposte attorno a un cortile interno, è stata testimone di secoli di storia fino ad essere abbandonata nel VII secolo per le invasioni di Avari e Slavi.
I mosaici, realizzati con tecniche quali l’opus tessellatum e l’opus vermiculatum, rappresentano figure mitologiche come Zeus, Antiope, Ganimede e la gorgone Medusa, affiancate da motivi floreali e geometrici. Non solo le splendide opere a pavimento, ma anche gli affreschi e lo stucco decorativo delle pareti rivelano la ricchezza e l’importanza di questa domus dell’antichità.


30 settembre 2024: il Cavalliere di Madara

Il Cavalliere di Madara è un bassorilievo scolpito nella roccia dell’altopiano
di Madara in epoca alto-medievale nella Bulgaria nord-orientale, vicino alla città di Šumen.
L’opera rappresenta un maestoso cavaliere, scolpito a 23 metri dal suolo in una roccia alta circa 100 metri. Il cavaliere, rivolto verso destra, sta conficcando una lancia in un leone che si trova ai piedi del suo cavallo. Di fronte al cavaliere si trova un’aquila in volo, mentre dietro di lui c’è la figura di un cane in corsa. La scena rappresenta simbolicamente un trionfo militare.
Il monumento venne scolpito nel 710 circa ed è inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’UNESCO fin dal 1979. Nel 710 era al potere in Bulgaria il Khan Tervel, e questo supporta la teoria secondo la quale il bassorilievo ritraesse il sovrano stesso e fosse opera dei Bolgari,
una tribù nomade di guerrieri che si insediò nella Bulgaria nord-orientale alla fine del VII secolo e, dopo essersi fusa con gli Slavi autoctoni, diede origine ai moderni Bulgari.
Altre teorie sostengono che il bassorilievo sia opera degli antichi Traci e che ritragga un loro dio.
Intorno alla figura del cavaliere sono visibili 3 iscrizioni parzialmente conservate, in lingua greca medievale. Esse riportano importantissime informazioni sulla storia della Bulgaria in quel periodo storico.
Ai piesi della roccia si sono creati luoghi di devozione popolare.


1 ottobre 2024: Terme e Museo archeologico di Varna

Varna era votata a porto e testa di ponte dei commerci con l’oriente fin V sec. a. C. quando i Greci di Mileto di Anatolia fondarono un insediamento e rimase nel tempo sempre una città importante per scambi di ambra dal Nord Europa e metalli estratti nell’entroterra bulgaro od altri beni di provenienza orientale. Il periodo dell’occupazione romana fu caratterizzata da un’edificazione massiccia di infrastrutture militari come fortezze e valli difensivi, ma anche dalla costruzione di edifici ad uso civile come come fori, terme e templi.
Nel 1906 fu individuato il complesso delle terme realizzato tra il II e III sec. d. C. I resti ci dicono che doveva essere un edificio polivalente per un centro urbano dalla fiorente cultura oltre che dalla ricchezza cosmopolita sulle Coste del Mar Nero. L’edificio pavimentato in marmo bianco era caratterizzato da pareti decorate da pannelli di mosaici policromi che dovevano alternarsi con fontane addossate alle pareti.



1 ottobre 2024: Nessebar

Nessebar è una commistione tra antico e moderno.
Ha mantenuto intatti alcuni degli edifici più vicini alla tradizione popolare e, al tempo stesso, si è adeguata alle infrastrutture che richiede il turismo moderno: spiagge, hotel e siti di grande interesse storico artistico, tanto da divenire sito dell’UNESCO dal 1983.
Il centro storico è oggi un luogo di vita mondana e commerciale ma la fondazione può essere fatta risalire al III millennio a.C.
E’ centro di grande tradizione religiosa e vi sorgono tantissimi templi cristiani, tanto che si possono contare diverse decine di chiese: la chiesa di San Stefan, famosa per contenere al suo interno più di mille raffigurazioni cristiane, le chiese di San Giovanni Aliturgetus e di Cristo Pantocratore, dichiarate monumento architettonico d’importanza nazionale, il tempio di San Spas, famoso per essere stato costruito da un ricco cittadino di Nessebar e all’interno del quale fino a qualche tempo fa vi erano conservati i resti della principessa bizantina Mataisa Kantakouzene Paleologina, ora esposti al Museo Archeologico di Nessebar.
Nessebar è distinta in una zona vecchia e in una nuova. La zona vecchia è sede di tantissimi monumenti, stradine acciottolate lungo le quali si svolgono attività artigianali che sono in vita fin dal 19° secolo anche se alcune aree sono a rischio per l’innalzamento delle acque del Mar Nero.
Importante in città è il Museo Etnografico di Nessebar, costruito nell’ 800 e di proprietà di un ricco mercante della città. Qui sono esposti oggetti usati nella vita di tutti i giorni, frutto dell’artigianato del popolo di Nessebar nonchè i costumi tradizionali locali.

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2 ottobre 2024: tomba trace di Starosel

Nei pressi di Starosel, un villaggio della Bulgaria sito nel comune di Hisarija nella Regione di Plovdiv, si trova un sito archeologico di eccezionale importanza. Sulla sommità di un poggio a Goliama Kosmatka è stato rinvenuto un tempio dei Traci datato al V secolo a.C., adibito alla pratica di riti orfici, dove avvenne la divinizzazione del re Sitalk, tra i più gloriosi della dinastia degli Odrisi. Per buona parte interrato Il tempio è circondato da una crepidine (parete di sostegno in blocchi di granito), lungo il cui perimetro si trovano una vasca dove si conservava il vino, bevanda certamente collegata ai riti che si tenevano nella zona sacra, e un’area per sacrifici di animali.
Anche il tempio vero e proprio è formato da grandi blocchi di granito, perfettamente squadrati e uniti da lunghi listelli di piombo che tenevano profondamente agganciati i blocchi. Una scalinata conduce a una piccola terrazza, ai lati della quale si alza una breve gradinata, da dove gli
iniziati potevano assistere alle cerimonie. Tre alti scalini conducono all’anticamera del sacrario, chiusa da un pesante portone, ne restano i solchi,
sulla soglia. Una nuova porta serbava la parte più interna del tempio, di forma perfettamente circolare, che sorregge una cupola chiusa in alto da un cuneo. Lungo la parete corre un elegante fregio a triglifi sotto al quale susseguono semicolonne scanalate.
Ogni anno, in prossimità del solstizio invernale, i raggi solari penetrano nella camera interna. Il tempio faceva parte di un’ampia area sacrale, come testimoniano il rinvenimento, nei pressi del parcheggio, di una tomba con sarcofago interrato, che conteneva un cavaliere sepolto secondo
il rituale orfico (smembramento del cadavere) e, poco sotto, lungo la strada, i resti di una tomba-tempio a colonne coeva al tempio principale.
Gli dèi traci e i loro santuari iniziarono a svanire dalla memoria e dalla vita quando il Cristianesimo si diffuse nei Balcani. Diverse chiese furono edificate sui resti di santuari pagani e molti santuari traci furono venerati dai Cristiani e poi dai Musulmani.
Le antiche divinità “trasformate” entrarono nel folklore locale e influenzarono anche il pantheon dei Santi cristiani.


2 ottobre 2024: Tomba Goliama Kosmatka

Tumulo di Golyama Kosmatka è stato scoperto nel 2004 una delle più grandi e meglio conservate tombe aristocratiche della Bulgaria. Consiste in una camera sepolcrale rettangolare, scavata in un monolite di 60 tonnellate, che conteneva più di 70 oggetti di gran lusso. La tomba fu costruita nella seconda metà del V secolo a.C., ma le parole “a Seuthe”, scritte in uno dei vasi in argento e in un elmo in bronzo, hanno portato alcune studiosi a ipotizzare che la tomba sia stata utilizzata per seppellire il re Seuthe II (330-300/295 a.C. circa).
Il più importante rinvenimento di Golyama Kosmatka fu scoperto sepolto nel tumulo e non nella stessa tomba: è una splendida testa di uomo in bronzo con una barba “indisciplinata” e lineamenti forti. La testa era
probabilmente il ritratto del defunto, ed era parte di una statua a grandezza naturale: un altro smembramento, questa volta simbolico, incluso una bellissima ghirlanda in oro.


2 ottobre 2024: Tomba Ostrusha

Costruita alla metà del IV secolo a.C., la Tomba di Ostrusha, vicino a Shipka, è stata scavata nel 1993.
Le strutture di pietra inserite sotto il tumulo, alto più di 18 m e con un diametro di 80 m, formano uno dei più grandi e rappresentativi complessi del culto tombale, con 6 stanze e una superficie di 100 metri quadrati. La tomba è stata intagliata in un blocco di pietra monolitico che fu
coperto con un altro monolite, intagliato a forma di tetto di tempio greco. La struttura fu circondata da altre cinque ambienti, di cui, purtroppo, si sono preservate solo le basi.
La forma della tomba trova confronti con quella di Ciro il Grande a Pasargade, in Persia. La camera funeraria presenta il soffitto a cassettoni riccamente decorato. Diviso in decine di nicchie dalla forma circolare e quadrata, è ricoperto di ritratti magistralmente pitturati, scene con persone, lotte tra animali, piante e decorazioni geometriche. La maggior parte degli affreschi, tranne il ritratto di una giovane donna, sono gravemente danneggiati.


3 ottobre 2024: la città di Plovdig

Città della Bulgaria (347.600 ab. nel 2008), situata nel bacino del fiume Mariza, di cui costituisce il centro più importante, Plodvin è importante centro commerciale in una regione fertile e ricca di risorse minerarie.
Fu fondata su un precedente centro trace da Filippo II di Macedonia (341 a.C. ca.) con il nome di Filippopoli e fin da subito divenne centro urbano organizzato. I Traci riconquistarono la città in seguito al declino dei Macedoni, per poi perderla nuovamente al tempo di Filippo V (183 a.C.).
In età romana la città fu capoluogo della provincia di Tracia e l’arrivo di Roma portò un grande cambiamento ben visibile con la costruzione delle strade lastricate, diventate onnipresenti. Con le strade si svilupparono anche diverse strutture pubbliche come quelle adibite all’approvvigionamento idrico, le fognature, le terme e ciò che resta di un teatro romano dalle raffinate finiture.
Sotto Roma i locali dovettero adattarsi a un nuovo assetto territoriale e soprattutto alla gestione fiscale di uno Stato centralizzato ed ecco allora l’edificazione di importanti Domus, residenze dei rappresentanti del governo centrale ricche di decori e mosaici emersi molto spesso casualmente durante lavori nel XX sec.
La religione di stato divenne quella romana ma le tradizioni cultuali locali trovarono modo di convivere con quelle importate; del periodo ci restano
importanti resti di strutture di culto e pubbliche e ricchi complessi musivi per l’edilizia privata.
Nel 251 fu saccheggiata dai Goti; in età cristiana fu sede episcopale ed i temi decorativi dei mosaici sono ricchi di riferimenti alla simbologia cristiana.
Girando per le strade si ammira un’architettura definita “barocco di Plovdiv” in edifici che hanno ospitato dal XVIII sec. le ricche famiglie della città e che si ritrova anche nella basilica del Vescovo.


3 ottobre 2024: Museo di Plovdig

Il museo sorge dove era realizzata una delle sedi amministrative romane; evidenti le sovrapposizioni di diversi livelli pavimentali.
Girando per la città ci si imbatte in più punti in cui per lavori pubblici nel XX sec. sono emersi brani della romanità – circhi, basiliche ed altri edifici i cui siti erano stati abbandonati o ricoperti. Purtroppo a volte i materiali pregiati riutilizzati a scopi diversi ma dagli scavi dell’ultimo secolo sono emersi pezzi di grande interesse artistico e documentale.
Alterne le vicende che portarono la città ad esser governata da Traci, Bizantini, Germanici, Mussulmani, Russi: ciascuna ha lasciato monumenti e rilevanze urbane.
Plodvik conserva parti delle mura poligonali traciche e macedoni (4°-3° sec. a.C.), intorno alle tre colline dell’antica Filippopoli, e parti della cinta muraria più ampia costruita da Marco Aurelio. Notevoli anche i resti di un anfiteatro e di un teatro romano (2°-3° sec.d. C.) di stile decisamente referente al “barocco” romano.
La città è stata designata Capitale europea della cultura per il 2019 insieme a Matera (Italia).


4 ottobre 2024: la città di Sofia

Capitale della Bulgaria, i suoi monumenti rispecchiano i suoi oltre 2000 anni di storia, che hanno visto l’hanno vista occupata successivamente da Greci, Romani, Ottomani e Russi.
Fondata dai Romani nel IV secolo, su un preesistente insediamento oggi è un crogiuolo di culture slave, bizantine, greche, mussulmane, ecc… Anche qui ci si imbatte in aree archeologiche scoperte per lavori
di manutenzione urbana e che si è lasciato al godimento del visitatore.
Una passeggiata nel centro di Sofia vi permetterà di conoscere e approfondire la storia della città.


4 ottobre 2024: il Museo Archeologico di Sofia

Il Museo Archeologico è tra i più belli e completi che si possano ammirare ed espone in modo didattico collezioni che vanno dalla preistoria più lontana ai rinvenimenti più recenti.
Ci si deve affidare alle didascalie delle teche per comprendere l’importanza dei pezzi esposti tra cui brillano i tesori letteralmente d’oro che sono emersi anche dagli scavi casuali ed, ultimamente, a seguito di studi sul
territorio nazionale: in alcune sale si ha l’impressione di essere nell’atelier di un moderno gioielliere che propone la ultime creazioni della casa!
Non ci resta che lasciare vagare l’occhio e ponderare quanto ancora ci sia da scoprire nella terra bulgara!