di W.Faulkner
William Faulkner è considerato uno dei più grandi scrittori americani del XX secolo le cui opere possono essere annoverate tra i migliori romanzi modernisti degli anni Trenta. Le storie sono tutte ambientate nel profondo Sud di una inquieta America. Cifra narrativa è invariabilmente la società dell’epoca nelle relazioni umane che lo scrittore analizza in tutta la sua complessità.
I suoi romanzi lasciano il segno, L’urlo e il furore, Mentre morivo, Gli invitti, Luce d’agosto, Santuario e molti altri tra cui una breve raccolta di racconti dal titolo Una rosa per Emily che vi vorrei suggerire.
La raccolta presenta tre racconti Una rosa per Emily appunto, Miss Zilphia Gant, Adolescenza.
Tre storie ambientate alla fine della Guerra civile americana in cui tratteggia il ritratto di tre donne in un’America in via di cambiamenti. Artista della narrazione Faulkner esplora il lato psicologico di queste donne di età diversa, diversa estrazione sociale.
Tutte le protagoniste sono legate da un tema che le accomuna: la paura del cambiamento, l’ossessione nel voler mantenere la loro vita così come è ora o come è stata. I cardini di questo rifiuto del cambiamento sono la nostalgia e in qualche caso la follia, l’ossessione per il mondo che fu. Troviamo le protagoniste stritolate tra una educazione puritana e la solitudine in un ineludibile destino riservato solo alle donne a cui non si riconosce il diritto di non voler vivere nessun cambiamento in un contesto in cui tutti gli altri – parenti, vicini di casa ovvero la comunità – l’hanno accettato e sono andati avanti.
“Di tanto in tanto la vedevamo a una delle finestre del pianterreno – aveva evidentemente chiuso il piano superiore della casa –, simile al busto scolpito di un idolo in una nicchia, che ci guardava oppure non ci guardava, era impossibile dirlo. Così passò da una generazione all’altra, amabile, ineluttabile, impervia, tranquilla e perversa». Dicono i vicini di casa dell’Emily del titolo che riserverà veramente molte sorprese nello scorrere della storia in un realismo con tinte del noir, come custode di una casa morta.
La ragazza protagonista del racconto Adolescenza invece si culla in un senso di speranza, ma si troverà a fare i conti con la paranoia della nonna con cui vive. Poi la storia di Miss Zilphia Gant che vendicherà il tradimento del marito con l’omicidio e non sarà in grado di riservare alla figlia un destino diverso dal suo. Ci piace l’analisi psicologica che riesce a tirar fuori da questi ritratti, ritratti e ombre di queste donne del Sud, la cui freschezza è da molto dimenticata, che vivono nell’inquietudine, facendo i conti con i personaggi maschili a cui Faulkner riserva un ruolo secondario, spesso disgraziati o vagabondi, che approfittano delle donne che vivono nella loro solitudine.
Maria Rosa