Una giornata padovana

23 novembre 2025

Una giornata padovana dedicata alla pittura – del XX secolo al quella del Trecento e del Cinquecento -: prima a Palazzo Zabarella per la mostra “Da Modigliani a Picasso” poi presso la basilica di S. Antonio la cappella Lupi di Soveragna, l’Oratorio di S.Giorgio e ancora la sala Capitolare della confraternita di S. Antonio accompagnati dalla docente di Università Aperta dott.ssa Giovanna degli Esposti e della presidente dott. Sandra Zanardi.
Al mattino la mostra di Pl. Zabardella ci ha dato una panoramica della pittura moderna post impressionista europea, in particolare francese, vista attraverso le scelte di alcuni collezionisti le cui donazioni alla comunità hanno costituito il nucleo del Museo di Lille in Francia, il LaM appunto, che dal 1983 è una realtà museale di assoluta importanza ed unicità a livello europeo. Jean Masurell prima, facendo propria la passione dello zio Roger Dutilleul, anch’egli mecenate e ricercatore di talenti anche inusitati delle arti contemporanee, e Jean Marusell poi, hanno permesso di dotare il LaM di un variegato nucleo di opere di Braque, Picasso, Modigliani, Mirò ed altri meno noti, al quale si aggiunsero i contributi del gruppo di autori del Movimento Racine attivo in Francia tra le due guerre mondiali e dell’Art Brut del secondo dopoguerra, i quali riunivano autori indipendenti, spesso autodidatti, con un difficile vissuto, a volte ospiti di strutture psichiatriche. Questi hanno dato vita ed un espressività che va dal Naif al post impressinista o surrelista, con suggestioni africane, coniugando tecniche e stile dove il colore è l’unica squillante nota comune. Struggenti sono I Modigliani esposti, in particolare la Maternità, unico episodio di ritratto a due soggetti del pittore livornese.

Nel pomeriggio ci si è recati alla Basilica di S.Antonio per ammirare gli affreschi trecenteschi della Cappella di S. Giacomo eseguiti dall’Altighiero da Zevio, anche Altichiero, pittore italiano, attivo a Verona e a Padova con notizie dal 1369 al 1384. È considerato tra i maggiori pittori veneti di questo periodo, secondo alcuni il più geniale pittore italiano del secondo Trecento.
Successivamente ci si trasferiti è presso l’Oratorio di S.Giorgio che ospita un ciclo di affreschi, sempre di Altichiero da Zevio con la collaborazione di Jacopo da Verona. Quest’opera decorava le pareti interne con le vite di Cristo e dei santi protettori della famiglia (San Giorgio, Santa Caterina, Santa Lucia) e celebrava anche le virtù guerriere dei committenti signori Lupi al servizio della Signoria dei Carraresi.
Infine si è potuto accedere alla sala Capitolare o Scuola della Confraternita che aggetta sul sagrato della Basilica di Sant’Antonio a Padova dove accanto agli affreschi di Girolamo Tessari (1515) per la narrazione di episodi della vita del Santo si sono potuti ammirare tre pannelli (1521) affrescati da un giovanissimo Tiziano Vecellio che qui operò ad appena 20 di età che operò accanto al fratello più anziano Francesco Vecellio.