Storie di una brava ragazza – Arianna Farinelli

Ho scoperto i libri di Arianna Farinelli solo di recente, ne sono rimasta ammaliata. Il suggerimento di lettura della settimana riguarda pertanto il suo ultimo libro, pubblicato da Einaudi nel 2025 dal titolo Storia di una brava ragazza.

Romanzo che ripercorre la vita della scrittrice dalla infanzia all’età adulta, quasi autobiografico, che si interseca con la storia delle donne della sua generazione e coi lasciti delle donne della generazione precedente, ovvero la madre e la nonna, le zie in un realismo che ci fa sentire vicine a lei. Ricordi personali che si inseriscono in un contesto sociale dei primi anni Ottanta, le adolescenti e le giovani donne di un quartiere romano della periferia che devono fare i conti con un quotidiano difficile, il confronto costante con la classe sociale benestante delle compagne del liceo che frequentano al cento della Capitale. I paragoni, la vergogna di sé, riflessioni sul corpo delle donne, gli aspetti intimi, la famiglia e la rete di amicizie, gli occhi degli uomini. Non mancano le esperienze di una generazione che ha fatto i conti con il silenzio, una cattiva educazione alla affettività, le molestie. Dove erano le donne colte, le privilegiate, l’assurda mancanza di figure forti di riferimento culturale. «Dov’erano le scienziate, le letterate, le giuriste, le artiste, le musiciste, le partigiane?». La conseguenza resta il sentirsi sola, senza armi per difendersi.

Arianna frequenta il liceo classico, si laurea, la madre sgobba nel bar dove lavora per permetterle esperienze all’estero. E’ stata la prima dei corsi che ha frequentato, La voglia di farcela la porta a trasferirsi negli Stati Uniti, Lì resterà a farsi una famiglia, nella quale si ripresenteranno le stesse contraddizioni ormai note, La donna lavora come se non avesse figli e cresce figli come se non lavorassero.  E introduce temi come l’amore e la speranza.

Arianna Faronelli è politologa e docente alla City University di New York, la ragazza del quartiere di periferia ci incanta con ironia e intensità. Diretta,  forgia immagini potenti delle figure della sua vita che l’hanno accompagna nel suo volo verso la libertà o l’emancipazione. Regala qualche bella citazione di Virginia Woolf, Annie Ernaux, Hanna Arendt, Simone de Beauvoir, F. Nietzsche, dalla Boheme e dalla Turandot di Puccini.

Resta comunque una domanda che le ragazze continuano a porre di generazione in generazione alle loro madri, cosa avete lasciato per far si che non ci sentiamo sole?

maria rosa