quando il noir arriva dall’Ungheria, il consiglio di lettura di oggi è Budapest noir di Vilmos Kondor

Vilmos Kondor ha pubblicato nel 2008 – in Italia nel 2009 per Edizioni e/o – uno dei primi grandi noir provenienti dall’Est Europa dal titolo Budapest noir.

Il protagonista della storia è un giornalista di cronaca giudiziaria. Bazzica gli uffici di polizia, vi passa le giornate in attesa di raccogliere un caso, un indirizzo in cui recarsi al seguito degli investigatori e raccattare fatti per il suo giornale, quando in uno di questi uffici si imbatte per caso nella fotografia di una ragazza, bellissima. La sera stessa il suo lavoro lo porta sul luogo di un delitto dove il cadavere è quello della ragazza della foto. Impossibile darle una identità, nella sua borsa né documenti e nulla che possa identificarla, ma solo un libro di preghiere con segnato sulla prima pagina un nome, Miryam.

Si dipana una indagine complessa, difficile, che richiederà una immersione negli ambienti più diversi, i quartieri della bella vita nell’alta società e i bassifondi.

Sarà sorprendente conoscere una Budapest anni Trenta, per la precisione la storia è ambientata nel  1936, con tutto il carico che una città dell’est in quegli anni porta con sé. Affascinante e cupa città, l’autore la colloca in un tempo anteguerra, con ombre e locali, con atmosfere da capitale e con notti che offrono torbidi incontri. Non è casuale la collocazione temporale, aiuta a rappresentare il contrasto profondo di una società, arroccata a una storia potente che deve digerire una nuova epoca, fatta di corruzione ma anche di un desolante baratro, nella negazione della morale, nei pregiudizi razziali, religiosi, economici.

Miryam chi è, la ragazza uccisa è Miryam, perché aveva con sé il libro di preghiere, cosa l’ha portata nella zona malfamata in cui è stata trovata quella sera, chi sono i suoi assassini?

Mi ero imbattuta in questo libro molti anni fa. Riemerge nei miei ricordi ogni volta che qualche nuovo autore di noir di prestigio esce in libreria e l’ho rispolverato di recente subito dopo aver letto il nuovo libro di Philip Kerr, che ritengo uno dei grandi del genere, in cui ho ritrovato affinità nella descrizione delle cupe atmosfere che incombevano in quel decennio nell’Europa centrale.

Se questo libro vi incuriosisce lo potete trovare disponibile in BIM (Biblioteca comunale di Imola), per me il luogo dei sogni, collocato a scaffale aperto, nel reparto Letterature straniere – Ungheresi.

Maria Rosa