Primo sangue – Amelie Nothomb

Amelie Nothomb è una prolifica e stravagante scrittrice belga che recentemente ha trovato  notorietà universale. Volendo provare a comprendere questo grande favore di pubblico e critica, mi sono avventurata nella scelta di alcuni titoli del suo personale carnet.

Il primo della scelta che vi propongo è il suo trentesimo libro pubblicato, Primo sangue, vincitore di prestigiosi premi tra cui Il Premio Strega europeo 2022.

Narrato in prima persona racconta la storia di Patrick Nothomb, padre dell’autrice, dalla prima infanzia alla giovinezza e del suo primo incarico come diplomatico nel 1964.

In sole cento pagine – con un ritmo incalzante – si ripercorrono i momenti intensi che hanno segnato e accompagnato la sua crescita sotto la guida di un nonno imponente e bizzarro, con l’intento di plasmare l’esile bimbo di una madre vedova poco incline al sentimento materno affinché  sapesse affrontare la vita, dimenticando le comodità di casa per potersela cavare sempre. E le comodità di casa le dimenticò presto. A casa del nonno, un castello fatiscente, acqua fredda, poco cibo, convivenza in una unica stanza da letto con tutti i bambini/ragazzi di casa, Patricktirò fuori tutte le sue capacità e vinse.

La narrazione mescola   dramma e ironia, e affronta temi complessi. Ambientato in un particolare momento politico e sociale vediamo la figura di Patrick crescere ordinatamente fino a diventare al suo primo incarico in qualità di diplomatico, protagonista di un evento storico subito dopo l’indipendenza del Congo, in cui salverà 1500 ostaggi.  Il libro Inizia così:

Mi portano davanti al plotone di esecuzione. Il tempo si dilata, ogni secondo dura un secolo più del precedente.
Ho ventotto  anni.
Di fronte a me, la morte ha la faccia di dodici fucilieri. La consuetudine vuole che una delle armi sia caricata salve così che ognuno possa ritenersi innocente dell’omicidio che sta per essere perpetrato.  Dubito che oggi quella tradizione sia stata rispettata. Nessuno di questi uomini sembra aver bisogno di una possibilità di innocenza
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maria rosa