Comune e Biblioteca di Borgo Tossignano con il patrocinio di Università Aperta – 5 giugno 2026
Vincitrice dell’edizione 2026 Sara Daniela Olteanu che ha presentato un elaborato che riguarda il libro “Non devi dirlo a nessuno” di Riccardo Gazzaniga.
Sara è stata premiata dal presidente della commissione giudicatrice, Alessandro De Francesco, alla presenza dei compagni, dell’insegnante prof.ssa Greco, degli altri commissari e del Consigliere di “Università Aperta” prof. Lorenzo Medici.

“Non devi dirlo a nessuno” di Riccardo Gazzaniga, Rizzoli (pubblicato per la prima volta da Einaudi Stile Libero), Milano, 2021 (prima edizione nel 2016), 311 pagine, €15.00.
Non devi dirlo a nessuno tratta la storia del genovese tredicenne Luca che trascorre la sua estate lontano da casa, in un luogo totalmente diverso: la città veneta di Lamon, in provincia di Belluno nella loro villetta di campagna.
Inizia la vicenda in puro medias res, mentre è assorto in una partita di calcio con ragazzini della sua età: Alessio, il migliore amico torinese dai capelli rossi e le maglie imbarazzanti che si autoproclama ‘’il nipote di Umberto Tozzi’’, i fratelli Giacomo e Mirko, Carlo con i suoi occhiali tondi tondi, David il biondo in carne che parla solo ed esclusivamente in dialetto lamonese, Samuele che si sente l’eroe adulto di turno solo perché ha un motorino modificato e un anno in più di loro.
Però, c’è anche il fratello minore di Luca, un bambino di dieci anni magrolino e basso da una chioma scura e fitta che è estremamente affascinato dalle catastrofi naturali e dagli animali, che sopravvisse a un intervento intestinale importante a soli pochi mesi dalla nascita. Invece, il fratello Luca, ovvero il protagonista della vicenda, ha i capelli più chiari ed è asmatico: però, rispetto al fratellino, sente un forte senso di dubbio in sé stesso e si sente solo, nonostante sia circondato da persone che vede ogni giorno.
L’autore ha deciso di suddividere le 311 pagine in trentotto brevi capitoli, dando in media otto pagine per lo sviluppo di ciascun capitolo, il che lo rende un vero e proprio testo thriller che scorre velocemente, per simbolizzare anche il tipico scorrere dell’estate quando si è spesso occupati e assorti nei propri pensieri.
In grande linea, il libro continua in modo piuttosto ordinario: semplici uscite con persone che Luca prova a ritenere veri e propri amici stretti, chiacchierate con la nonna, descrizioni del piccolo paesino di Lamon di solamente tremila abitanti in mezzo a quell’ altopiano silenzioso e la semplicità di vivere in una zona agraria denominata ‘’città dei fagioli’’ – alla fine degli anni Ottanta- come un ragazzino ‘’foreste’’, ovvero non originario di quella regione.
Però, sotto la normalità della vita di periferia e l’inizio della curiosità e dubbi sull’adolescenza e sulla pubertà, il vero succo del thriller si cela sotto una maschera, non ovvio fin da subito; pare solo, a prima vista, un racconto di formazione adolescenziale, anche se è uno dei temi secondari più importanti dell’intera trama perché cambia del tutto come Luca vede sé stesso e gli altri.
Ma, allo stesso tempo, questo cambiamento di percezione del mondo intorno a sé non è solo positivo e legato a nuove sensazioni ormonali, ma anche su tensione fitta da poter essere affettata fra i suoi genitori che Luca prova a negare, la strana presenza oscura nel bosco e la macchina nera che sembra seguire i fratelli dovunque vadano; all’inizio esita, ma successivamente chiede aiuto agli altri ragazzini del paese.
Dopo inconvenienti, situazioni imbarazzanti, momenti di tensione ci sono alcuni momenti tranquilli che fanno da raggi di luce attraverso la cupezza di alcuni temi.
In generale, la storia del libro si sviluppa in questa maniera, e partendo dalle premesse della trama sintetizzata, si possono estrapolare all’incirca sette temi generali. Quello più ovvio sicuramente è l’adolescenza che cambia radicalmente la persona e come percepisce il mondo, ma non è l’unico: a parer mio, ci sono anche temi piuttosto profondi.
Infatti, secondo me, anche se in alcune parti la trama può sembrare imbarazzante o infantile, è proprio quello il punto dell’essere un ragazzino, e Gazzaniga coglie questa realtà in modo professionale. Però, Gazzaniga scrive anche di aspre bugie che dimostrano che quasi nessuno è davvero come si presenta e tutti teniamo qualcosa nascosto da qualcun altro – come si intuisce anche solo dal titolo, Non devi dirlo a nessuno- che si collega inoltre al conseguente senso di paranoia che annega e ha sempre annegato l’uomo quando non sa la verità; spesso, per colpa di questo, ci si sente isolati dal resto del mondo, ‘’foresti’’ , come se non si appartenesse a nessuna comunità.
Però Gazzaniga affonda la lama nella ferita formata da questo sentimento di isolamento, perché mostra che spesso, quando c’è un aspro conflitto fra i genitori, si prova a non pensare subito al peggio, anche se alla fine Luca scopre che ormai i suoi non riescono più a sopportarsi e il divorzio fra i due è una minaccia che incombe.
Insieme alla perdita di un amico caro, secondo me, riesce anche a dimostrare che all’universo non importa qual è la tua età o quali sono i tuoi problemi, ma la vita è spesso inevitabile e imprevedibile, perchè non sai mai cosa può succedere: dunque, è una storia davvero avvincente perché non si limita a raccontare, ma ti mette pienamente nei panni di un tredicenne con le sue preoccupazioni, e Gazzaniga costruisce qualcosa di fortemente simmetrico alla realtà.
Inoltre, di solito, si pensa che il ‘’thriller’’ con la sua tensione psicologica forte, e ‘’adolescenza’’ con i suoi primi amori e nuovi sentimenti non debbano andare insieme, ma il thriller, come tutti i generi letterari, è plasmabile sotto la volontà dello scrittore.
Anzi, ambientare un thriller in una storia adolescenziale è una mossa simbolica, perché oltre alla tangibile angoscia causata da figure misteriose, per un adolescente o quasi adolescente quasi ogni giorno è un vero e proprio thriller; la tensione fra pari, i conflitti con il mondo e l’inquietudine di non sapere cosa fare in futuro o anche solo in quel preciso momento.
Concludendo, penso che il libro sia piuttosto profondo e un’impronta diretta della realtà, che non consiste solo in fiori rosa ma anche momenti bui, scuri e momenti di silenzio grigio ambiguo che si intervallano nel corso della vita di tutti.
Sara Daniela Olteanu


