di Chinua Achebe
Chinua Achebe – classe 1930 – scrittore nigeriano la cui opera è incentrata sulla denuncia dell’incidenza del colonialismo e dei successivi regimi corrotti sulla cultura del suo Paese. Il titolo che presento oggi Non più tranquilli è il secondo libro di Chinua Achebe ( fa parte di una trilogia) e narra le disavventure del giovane Obi nipote del protagonista di Le cose raccontano. Obi è un giovane pieno di speranze che va a studiare in una università nel Regno Unito. Rientrato nel suo Paese riesce a farsi assumere in una amministrazione pubblica. La sua vita si dipana tra i doveri d’ufficio, l’accoglienza ricevuta al suo rientro come membro di una elite culturale nella quale i nigeriani sperano di avere buoni rappresentanti, il ritorno nel villaggio dei suoi genitori, il quotidiano vissuto in una Lagos ammodernata dove il colonialismo inglese mantiene il controllo attraverso governi fantoccio, nel cui substrato imperversano ruoli, prassi, corruzione.
Il giovane Obi ritorna in Nigeria con un carico strabordante di buone intenzioni, non vuole essere distratto nella sua carriera e tanto meno aderire al sistema delle mazzette che muovono il sistema pubblico.
In questo contesto il rapporto con i vecchi amici, l’incontro con una ragazza “troppo generosa”, il dovere verso la famiglia d’origine e soprattutto gli obblighi verso chi lo aveva sostenuto per il suo trasferimento nel Regno Unito, lo calano in un baratro economico. I soldi facili a questo punto diventano necessari e cade nella trappola.
Achebe ci parla dell’Africa, dei piccoli angoli in cui le tradizioni restano la ricchezza di una popolazione pur attraverso la contaminazione della cultura coloniale.
Ci mostra l’importanza del linguaggio – dei linguaggi – i personaggi principali del romanzo ovvero Obi e i suoi amici, parlano volentieri nelle loro rispettive e diverse lingue madri, poi la lingua dei colonizzatoti che denota l’essere “arrivati” aver studiato, essersi inseriti in un contesto sociale ed economico apprezzabile che elargisce privilegi.
Nella profonda drammaticità della storia Achebe intende far conoscere l’anima profonda del giovane protagonista con citazioni da La terra desolata di Eliot e richiami al Kurtz protagonista di Cuori di tenebra di Conrad.
Achebe pluripremiato nel suo Paese, nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Canada e in Sudafrica nel 2007 vince il Man Booker international Prize, si avvicinò al premio Nobel per la letteratura, non lo vinse. Si racconta che in questo abbia influito la sua critica della cultura occidentale spietatamente razzista che plasmò l’immagine dell’Africa per giustificare prima il colonialismo e in seguito i regimi corrotti post 1960, evidenziata nel saggio “Un’immagine dell’Africa: il razzismo in Cuore di tenebra di Conrad”.
maria rosa

