Ritmo incalzante per questo romanzo di Ian McEwan pubblicato nel Regno Unito nel 2012, in cui la protagonista è una ragazza bellissima, figlia di un Vescovo anglicano, cresciuta all’ombra di una famiglia colta, con ottime conoscenze nella società, laureata a Cambridge.
Ambientato nella prima metà degli anni Settanta in una Londra compressa tra la guerra fredda e la crisi economica, la giovane appassionata di libri e di scrittori viene reclutata come spia dall’Intelligence britannica in una operazione denominata Miele, con il compito di adescare uno scrittore, assoldarlo segretamente alla causa e finanziarne le opere. La spy story si intreccia ad una love story, in cui la struggente passione innesca diversi colpi di scena.
Come al solito McEwan costruisce strutture originali, stile raffinato, quasi da togliere il fiato per le tematiche affrontate che riconosco molto contemporanee e offre un resoconto della realtà storico-politica dell’Inghilterra di quegli anni.
Numerosi i riferimenti che coinvolgono il lettore, citazioni letterarie che richiedono concentrazione. Per McEwan impossibile sfuggire alla Storia, ma pronti a cambiare il mondo. Lo fa descrivendo il fermento di una società che ha bisogno di rinnovarsi e dell’esigenza del cambio di ruolo delle donne. La protagonista, presa tra formazione sentimentale e culturale, non nasconde la necessità di autodefinirsi attraverso le eroine della letteratura, per dare un senso alla propria vita.
Maria Rosa

