Il travolgente dramma Le bostoniane di Henry James è IL ritratto di una società – quella statunitense di fine Ottocento – all’apparenza salda ma in realtà confusa, smarrita, lacerata dal dibattersi di un conservatorismo i cui valori e principi continuano ad avere presa ma che pure viene sempre più percepito come qualcosa di superato, dove i tempi che cambiano richiedono un adeguamento, dopo la tragedia della Guerra di Secessione e delle terribili conseguenze in termini di ingiustizia.
Il grande narratore costruisce il romanzo dando voce ai protagonisti, rappresentanti dell’era precedente che si trovano nella difficoltà di riadattare le proprie convinzioni, soffermandosi sul profilo psicologico di ciascuno di loro.
Olive Chancellor votata alla causa dell’emancipazione femminile, il cugino Basil Ransom, gentiluomo del Sud che vede il ruolo delle donne esclusivamente in famiglia, la giovane Verena Tarrant, ragazza bella e dotata di un talento oratorio r della quale Ransom si innamora e che a ogni costo intende sposare.
Ognuno di loro con la certezza che il proprio scopo sia il più valido, spinti da passioni che tengono conto di indifferibili esigenze in contrapposizione con un ordine che richiede nessun mutamento.
La prosa di James mette in evidenza l’inganno di una normalità, delle buone maniere, dei doveri di cortesia e la perdita di umanità in un intreccio che esplora le dinamiche della società americana del tempo, tra esperienza personale ed ideologia.
Maria Rosa

