Shirley Jackson
Estate 1936 siamo a Pepper Street, un sobborgo di una immaginaria cittadina nei pressi di San Francisco, la storia si sviluppa a partire dall’ultimo giorno di scuola per tutta la durata delle vacanze estive e segue le vicende di una intera comunità. Il quartiere sorge a ridosso di un muro che ne delimita i confini, assicurando agli abitanti una strana idea di possesso del territorio e conferendogli il potere di tener dentro o fuori – a seconda del caso – di tutto ciò che non confà ai suoi abitanti.
La strada è tranquilla, file ordinate di casette linde, staccionate ben dipinte, famiglie standard di una America profonda in cui la prevalenza degli abitanti appartiene alla stessa categoria, bianchi, di discendenza anglosassone, protestanti. Il piccolo mondo appare ordinato, perfetto, organizzato; i mariti ogni mattina vanno al lavoro in città, le mogli si occupano della casa e dei figli, si trovano tra loro a cucire e chiacchierare in una sorta di falsa felice convivenza. Il compito di queste donne principalmente è quello di mantenere ben nascosto tutto ciò che potrebbe alterare la reputazione sociale e rovinare la perfetta immagine della loro vita familiare.
I figli quando non sono a scuola giocano insieme godendo della libertà che il luogo assicura. Ma nello sviluppo della storia non appariranno così liberi, tanto meno innocenti, nascondono segreti, allontanano chi non si conforma.
Dietro una facciata di perbenismo si celano ambiguità e pregiudizio, razzismo, protervia, superiorità di classe, cattiveria profonda. E soprattuto il dramma. La Jackson ci regala brividi ed emozioni fino al finale che svelerà il vero volto della natura umana in tutta la sua malvagità.
La strada oltre il muro è stato pubblicato nel 1948 ed è la prima opera di Shirley Jackson, la maestra della letteratura gotica americana.
“Ad ogni modo, un mattino gli abitanti di Pepper Street dovettero arrendersi all’evidenza, come se avessero altra scelta, quando nella via comparvero una ruspa, una squadra di uomini in tuta blu e l’improvviso rumore di lavori in corso lungo il muro. I ragazzini erano lì, naturalmente, il più vicino possibile all’invitante ruspa, a fare domande, a confabulare tra loro sul probabile intento degli operai, sull’età della ruspa, su cosa avrebbero trovato oltre il muro. Mrs. Merriam, sulla veranda di casa, che aveva la vista migliore sui lavori, interruppe le futili faccende domestiche per osservare meravigliata le larghe spalle degli operai; Mrs. Desmond tirò le tende per non vedere e quel pomeriggio tenne Caroline in casa. Fu la distruzione del muro ad aprire la prima crepa nella sicurezza di Pepper Street, una sicurezza così fragile che, una volta incrinata, andò in frantumi nel giro di poche settimane. “
maria rosa

