La duchessa

di Caroline Blackwood

La duchessa del titolo è Wallis Simpson, personaggio celebre e controverso a cui si deve l’abdicazione di Edoardo VIII del Regno Unito nel 1936.

Di lei è stato scritto molto, fin dalle riviste patinate americane degli Anni Trenta quando ancora in Europa Wallis restava soltanto una figura di contorno nelle feste dell’alta società fino alla notorietà dovuta dall’essersi avvicinata a David, rampollo ed erede al trono di casa Windsor.

La donna elegante, definita dai fotografi del tempo una bella brutta aveva un particolare fascino, era però invisa a corte per essere una donna con due mariti viventi e chiacchierata per le relazioni che intratteneva (era stata amante di Galeazzo Ciano ai tempi in cui era diplomatico in Cina, e aveva uno speciale rapporto con  il generale von Ribbentrop ministro per gli affari esteri della Germania), poi  i fatti che seguirono, l’abdicazione, l’allontanamento dal Regno Unito, il matrimonio, la vita dorata in Francia.

Ma i suoi ultimi anni di vita sono rimasti un mistero. Fino a quando Caroline Blackwood giornalista e aristocratica inglese, nel 1980 fu incaricata dal Sunday Time di scrivere un articolo sulla duchessa di Windsor.                                        

Wallis era vedova dal 1972 e viveva a Parigi con uno stuolo di valletti, camerieri, giardinieri, cuochi nel sontuoso palazzo affacciato sul Bois de Boulogne in una condizione di solitudine, una storia che si rivelerà quasi una fiaba noir.

L’autrice non riuscirà mai a incontrarla, di mezzo si era messa con forza la sua tutrice e avvocato Suzanne “Maitre” Blum che dalla morte del Duca di Windsor ne seguiva affari e gestiva il patrimonio con un controllo totale.

L’intervista con la duchessa non fu mai realizzata, per potare avanti il progetto del giornale l’autrice si trasformerà in una elegante detective e più volte invece incontrò l’avvocata Blum  e altri collaboratori,

La Duchessa viveva in una gabbia dorata, praticamente segregata, sotto la protezione di una tutrice che impediva al mondo di avvicinarla.

Dopo i clamori di una vita sotto i riflettori era necessario proteggere la duchessa dalla curiosità? Era necessario questo eccesso di riservatezza per non lasciar trapelare che l’iconica accalappiatrice del re d’Inghilterra, si trovava in una condizione di salute   estremamente grave? Era vittima di anoressia, alcoolismo, e una semi demenza senile, con frequenti fratture dovute a cadute e gravi perforazioni di ulcere che richiedevano continui ricoveri in ospedale.

Il libro è un racconto rocambolesco, mette insieme fatti e cronache, incontri in una Parigi che conosce la duchessa e ci porta così dentro un mondo dorato, spesso fatto di inganni.

Raccoglie informazioni, ritrova articoli di cronaca, e si fa un’idea chiara di quanto sta accadendo.

E’ un gustoso percorso che ci presenta un ritratto intenso non solo di Wallis ormai in fondo al viale del tramonto, ma anche dell’avvocata Blum, la sua adorante tutrice che vive il suo incarico con il desiderio di essere lei stessa la duchessa.

Il servizio fotografico così come l’intervista non fu mai realizzato, il materiale raccolto ispirò questo libro che l’autrice pubblicò non solo dopo la morte di Wallis, ma anche dopo la morte della forte e minacciosa Blum.

Maria Rosa