Il 23 gennaio 2026, nell’ambito del corso sull’architettura moderna tenuto dalla Dott. Sofia Nannini per Università Aperta nell’anno accademico 25/26, un gruppo di corsisti si è recato con la docente a Bologna per visitare il padiglione Esprit Nouveau che fu inaugurato il 6 ottobre 1977 nel parco antistante l’area fieristica di Bologna, (Piazza Costituzione 11). L’idea di ricostruirlo qui fu degli architetti Giuliano e Glauco Gresleri e di José Oubrerie, sostenuta dalla volontà degli enti locali e con la direzione artistica e l’alta sorveglianza sulla costruzione affidate al pool di architetti e tecnici dalla Fondazione Le Corbusier di Parigi, finanche nell’arredo che è stato riproposto nella sua originale rigorosa e variegata modularità.
In quest’edificio nel 1977 sono stati usati pannelli di tamponamento prefabbricati della Grandi Lavori in cemento – diversi da quelli poco durevoli di paglia e malta parigini – comunque rispettosi delle proporzioni e del concetto di architettura prefabbricata che il genio di Le Corbusier ha spesso introdotto nei suoi progetti.
L’opera costituisce un’applicazione dei principi cardini dell’architettura di Le Corbusier: struttura rialzata del piano urbano su piloni (qui solo accennati), modularità, spazi notte aggettanti su zona Leaving con ampie finestre per dare luce ed aria salutari agli abitanti in contesto architettonico che B. Zevi definì gotico, finestre in alzata o “a nastro” a formare un contrappunto con le forme architettoniche oblique delle scale, ricerca di grande essenzialità funzionale nella distribuzione degli spazi interni articolati con forme curve a segnare percorsi a misura d’uomo dove si impongo quasi ad ornamento i tubi degli impianti idraulico e riscaldamento, concetto che verrà proposto in primo piano solo nell’architettura della seconda metà del ‘900.
Qui vi è un’attenzione per la riproposizione del modulo che va fino alla posa delle piastrelle di ceramica delle scale interne e dove alzate e pedate divengono ritmo ed arredo che scandiscono i volumi degli ambienti.
Uno studio attento del rapporto tra spazi interni ed esterni dove il verde deve imperare: l’esterno occhieggia all’interno tra finestre e terrazzi dove si trova pure un albero a cui solai e copertura danno spazio: la città di luce ed aria.
Ascolta l’introduzione di Sofia sull’ideale di città di Le Corbusier
Ascolta Sofia sull’ideale di Cellula abitativa di Le Corbusier






Certo non sono prese in esame le problematiche energetiche della sostenibilità ambientale ed economica così pressanti nella nostra contemporaneità ma sono spazi abitativi che vanno pensati per una società dove si abita per lavoro e si è sempre pronti a spostarsi a seguire le nuove tendenze: una dinamicità utopistica ancora oggi.

