Febbraio-marzo 2025
Introduzione di Sandra Zanardi presidente di Università Aperta
Siamo giunti alla seconda edizione del Festival dei Linguaggi che Università Aperta intende donare alla cittadinanza per creare occasione di incontro e riflessione su varie tematiche. Il festival si avvale di nomi di fama nazionale, ma punta anche a fare rete con i comuni vicini (quest’anno ne sono presenti 4) e con le associazioni presenti sul territorio, che intende ogni edizione coinvolgere sempre in maniera differente
Gli incontri si svolgono sia nel cuore della città, ma anche nella periferia, per cercare di coinvolgere anche coloro che spesso si trovano fuori dai luoghi deputati alla cultura “alta” e affrontano tematiche che coprano le generazioni dei più giovani così come quelli che giovani lo sono stati un po’ di tempo fa.
Tutto ciò è reso possibile dalla generosità di tutti i volontari e dalle sponsorizzazioni delle istituzioni, delle fondazioni e delle aziende del territorio


Ecco i podcast di alcuni degli eventi:
-> La lingua del noir – Carlo Lucarelli
-> Il linguaggio muto del mito – Michele Castellari
-> Narrare il fumetto – Andrea Plazzi
-> Le parole del cinema – Paola Mammini
Mercoledì 19 febbraio ore 20.30
COME E PERCHÉ TRADURRE?
Intervengono Fatjona Lamçe, Margherita Orsi, Jessy Simonini, traduttori e Mattia Visani
editore. Conduce l’incontro Antonio Castronuovo, traduttore ed autore
Libreria Atlantide, Via G. Mazzini 93, Castel S. Pietro Terme (BO)
Anteprima del Festival dei linguaggi
Serata dedicata alla traduzione, a coloro che grazie al proprio lavoro, al proprio talento, rendono universale la letteratura. Citando le parole di Josè Saramago: «Gli scrittori creano la letteratura nazionale, mentre i traduttori rendono universale la letteratura».
Sono tante le domande che l’argomento è in grado di suscitare. Come ci si approccia ad un testo di un autore che non si conosce? Dove nasce il desiderio di diventare traduttori?
Cosa vuol dire tradurre in una lingua con cultura diversa da quella dell’autore?
Cosa diversifica il lavoro di chi traduce poesia da chi invece lavora su un romanzo, un giallo, un testo teatrale? L’Italia traduce più o meno degli altri Paesi Ue?
Come viene scelto un traduttore, una traduttrice, quando nel proprio catalogo si affaccia un nuovo autore straniero?
Quale l’impatto dell’Intelligenza Artificiale?
Un universo la cui complessità raramente viene percepita dal fruitore ultimo dell’opera, che si rivela nondimeno affascinante da conoscere.
Venerdì 21 febbraio 2025 ore 20.00: La lingua del Noir
Palazzo Liverani – via Ombrosa Mordano
Carlo Lucarelli è un affermato scrittore di letteratura noir. Tra i suoi romanzi ricordiamo Almost Blue, Lupo Mannaro, L’Ottava vibrazione, Falange Armata, Il Giorno del Lupo, Un giorno dopo l’altro, Guernica e L’isola dell’angelo caduto, Carta bianca , L’estate torbida e Via delle Oche e Intrigo italiano, L’inverno più nero, Indagine non autorizzata e Bell’Abissina e Autosole. Molti suoi racconti sono stati raccolti nell’antologia Il Lato Sinistro del Cuore edita da Einaudi.
Per la saggistica ricordiamo: Misteri d’Italia – i casi di Blu Notte, Nuovi Misteri
d’Italia – i casi di Blu Notte, La Mattanza , Piazza Fontana, G8 cronaca di un battaglia, Storie di bande criminali, di mafie e di persone oneste, La faccia nascosta della luna e Il veleno del crimine editi da Einaudi; Serial Killer – Storie di ossessione omicida, La scena del crimine, Tracce Criminali, Il Genio criminale, La Nera e Sex Crimes editi da Mondadori e scritti insieme a Massimo Picozzi; Compagni di Sangue edito da Rizzoli e scritto insieme a Michele Giuttari; Navi a perdere edito da Edizioni Ambiente.
Le sue opere sono state tradotte e pubblicate anche all’estero: in Francia, Germania, U.S.A., U.K., Giappone, Spagna, Olanda, Grecia, Islanda, Norvegia, Portogallo, Brasile e Romania.
Ha condotto per la RAI il programma televisivo Mistero in Blu, successivamente intitolato Blu notte e Blu Notte Misteri italiani e attualmente intitolato Lucarelli racconta, nel quale ricostruisce la storia dell’Italia attraverso i suoi misteri insoluti.
Ha condotto anche il programma televisivo Almost True per Deejay Tv e RaiDue, che racconta storie paradossali, in bilico tra realtà e fantasia che mostrano al pubblico teorie alternative, suggestive, ma visibilmente false.
Mercoledì 26 febbraio 2025 ore 17:45
Le espressioni della poesia
Reading in versi e parole in memoria di Maurizio Bacchilega
Biblioteca Comunale – via Emilia 80 – Imola
L’incontro si inserisce nel progetto Goal, che promuove la lettura e gli obiettivi dello sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030, in collaborazione con la Biblioteca comunale e il Patto per la lettura del Comune di Imola (Goal 4: un’educazione inclusiva e di qualità).
Il festival è dedicato a un uomo che ha fatto della poesia e del volontariato la sua vita, insieme ad una attività professionale piena di responsabilità.
Commercialista, tributarista e revisore legale, eppure amante delle lettere e prolifico autore. Scomparso prematuramente e improvvisamente, era vicepresidente di Università Aperta, e l’anno scorso aveva condotto l’incontro della prima edizione del festival “Il linguaggio come dono”, con l’associazione Avod.
Ha arricchito il mondo culturale cittadino con le sue poesie, ma anche sostenendo iniziative ed eventi, per il suo carattere che sapeva unire e dare valore al lavoro di tutti.
Parlare di lui non può quindi prescindere dalla poesia, tanto che era in procinto di uscire proprio un ultimo libro che verrà pubblicato postumo, dopo Paesaggi del mondo e dell’anima, e Tornare a pensare, editi da L’arcolaio.
Il ricordo sarà portato da Sandra Zanardi presidente di Università aperta, Gaia Bezzi (traduttrice in francese delle poesie di Bacchilega nella sua tesi), e Maria Mancino sua grande amica e collega di penna.
I componimenti anche inediti, di Maurizio Bacchilega apriranno e chiuderanno il reading poetico. Poi si alterneranno brevi commenti e letture di autori dalle intonazioni molto diverse tra loro, proprio per sottolineare i tanti caratteri della poesia, come espressione intima ma anche come manifesto sociale, mondo di emozioni ma anche di esperienza umana.
Letture di : Maria Mancino (che ha saputo portare la poesia anche in luoghi insoliti, come ospedali e ospizi) , Alessandro Brusa (poeta e scrittore, che leggerà una sua poesia ma anche versi scritti dal padre, Maurizio Brusa, traduttore e poeta ironico e malinconico), Gian Ruggero Manzoni (poeta, scrittore, narratore, pittore, graffiante autore dalle mille sfaccettature), Davide Giovannini, collaudato poeta imolese coi suoi “Inestetismi esistenziali” e la giovanissima Marta Pirazzini autrice di “In attesa di te”
(Entrambi La Mandragora editrice). Un sipario sarà dedicato agli haiku nel Giappone nel diciassettesimo secolo, formati da tre versi ognuno con numero di sillabe prestabilite, e definiti “i componimenti dell’anima”.
Si tratta di Gianni Cascone, scrittore drammaturgo e regista, uno dei capostipiti della formazione alla scrittura espressiva in Italia, e Maurizio Lesmi , esploratore di versi e improvvisatore di note, tra percussioni e sax, e coordinatore di diversi laboratori.
Un incontro per “tornare a pensare” proprio come chiedeva Maurizio Bacchilega nel suo narrare uno spaccato di realtà quotidiana. E cercheremo di farlo cercando di essere netti, trasparenti, cristallini, come era il suo input poetico e di vita.

Giovedì 27 febbraio 2025 ore 20:30
Il linguaggio inclusivo per la convivenza delle differenze
Parole per accogliere
a cura di Arcigay Ravenna
Biblioteca Trisi – piazza Trisi, 19 LUGO
L’evento vuole sensibilizzare sul potere del potere del linguaggio come strumento per costruire una società più inclusiva e accogliente, contrastando pregiudizi e discriminazioni.
I temi affrontati includono il linguaggio di genere, il linguaggio inclusivo e il modo in cui le parole possono alimentare o combattere sessismo e omolesbobitransfobia.
L’obiettivo è favorire una riflessione condivisa sull’importanza dell’uso consapevole del linguaggio come mezzo per il cambiamento sociale: sensibilizzare sull’importanza di un linguaggio inclusivo e rispettoso offrire strumenti concreti per riconoscere e contrastare le discriminazioni nel linguaggio quotidiano stimolare un dibattito costruttivo e aperto a tutte le prospettive
Giovedì 27 febbraio 2025 ore 20:30
Il linguaggio muto del mito
Michele Castellari
Salannunziata – via Fratelli Bandiera 17 – Imola
L’incontro vuole essere una breve narrazione sul linguaggio del silenzio nella Grecia antica.
L’eresia della parola muta nella terra del logos, tra mito, letteratura e filosofia Michele Castellari – bolognese, avvocato, da sempre cultore e appassionato della Grecia antica, sull’argomento ha curato pubblicazioni, conferenze e altre iniziative, e collabora da anni come docente con Università Aperta di Imola
GIOVEDÌ 27 FEBBRAIO | Ore 18,00
Terzo tempo. Emozioni e parole
Lidia Ravera: volevo essere un uomo
Salannunziata – via Fratelli Bandiera 17 – Imola
Lidia Ravera , giornalista e scrittrice, ha raggiunto la notorietà nel 1976 con il suo romanzo d’esordio Porci con le ali: scritto a quattro mani insieme a Marco Lombardo Radice che vende due milioni e mezzo di copie. Un periodo in cui è ospite nei salotti tv, una voce fuori dal coro, nuda e cruda, dissonante. Se la contendono le case editrici più importanti : Mondadori, Rizzoli, Bompiani, ad oggi ha scritto trentacinque opere di narrativa.
Ha lavorato per il cinema, il teatro e la televisione, collabora a diverse riviste. Le seduzioni dell’inverno (Nottetempo) è stato finalista al Premio Strega 2008 e Piangi pure (Bompiani) vincitore assoluto al Premio Nazionale Letterario Pisa 2013 sezione Narrativa.
E proprio dal 2013 esplode la sua piena maturità, con i suoi ultimi romanzi:
Piangi pure, (Bompiani) che va in scena a teatro con Lella Costa e il titolo
Nuda Proprietà. Poi Gli scaduti, Il terzo tempo, L’amore che dura, Avanti, parla sempre nel catalogo Bompiani, come la novella autobiografica Tempo con bambina e il racconto La somma di due.
Da questi romanzi che narrano della maturità soprattutto delle donne, nasce la collana “Terzo tempo” ideata e diretta da Lidia Ravera con la casa editrice Harper Collins Italia e il suo marchio Harmony, che vuole essere “il manifesto di un modo nuovo di vivere l’amore anche quando non si è più giovani”. Perché i desideri non invecchiano, mai.
Le parole delle sue protagoniste le appartengono: Scrivere per nessuno è come lanciare la palla contro un muro. Tutto quello che dico mi rimbalza addosso. E lo so, in fondo l’ho sempre saputo, che quando si scrive per dimenticare si finisce per ricordare. Tutto.
Oppure: Io non mi pento mai di niente. Il pentimento si porta dietro il rimpianto e il rimpianto è uno dei due sentimenti che non posso assolutamente permettermi. L’altro è l’amore. E ancora: “Vuoi una vita che duri tutta la vita. Ne hai diritto. E vuoi immaginarla, la penultima parte, e poi anche l’ultima. Vuoi sognarla.
Perché si incomincia immaginando e sognando. E poi le cose accadono.”
Le ultime pubblicazioni: Age Pride (Einaudi, 2023), e Un giorno tutto questo sarà tuo (Bompiani, 2024)
Venerdì 28 febbraio ore 18,00
“Stavo meglio priva”: giocare a dadi con le parole
Antonio Castronuovo dialoga con Cristina Mercuri
Salannunziata – via Fratelli Bandiera 17 – Imola
Imprenditrice pugliese, presidente di una sezione di Confindustria Puglia, Cristina “Titti”Mercuri vive a Gallipoli ed è aforista di brioso talento.
Ha pubblicato presso Rubbettino la collezione di aforismi e giochi linguistici La vita insegna e io prendo disappunti, piccolo libro di ottimo successo nel mondo delle forme brevi. L’opera è una esplosione di creatività, tra calambour e scherzi di lingua, un libro che fa del linguaggio materia di divertimento creativo.
L’autrice commenta così la propria creatività: «Se è vero che il vino buono sta nelle botti piccole, è altrettanto vero che molta saggezza sta in poche parole: è ciò che accade nell’antica arte degli aforismi». E infatti nella sua opera trovano posto calembour, arguzie, pinnacoli verbali, in un intreccio sorprendente di idee, riflessioni e perline di saggezza: giusto per non dimenticare che, in fondo, anche la vita sta in una botte piccola,
«oppure in botte di fortuna» aggiunge l’autrice.
VENERDÌ 28 FEBBRAIO | Ore 9,30
Nuovo umanesimo del linguaggio: la trappola degli stereotipi
Giornalisti, studiosi, inviati di guerra a confronto
Fabrizio Binacchi, Chiara Buccini, Massimiliano Marianelli,
Silvestro Ramunno, ospite: Daniele Piervincenzi
Palazzo Sersanti – piazza Matteotti, 8 – Imola
Anche questa seconda edizione del Festival vuole continuare il dialogo con il mondo del giornalismo attraverso un seminario di formazione ma anche informazione e approfondimento. L’incontro, organizzato dall’Ordine Giornalisti e dalla Fondazione Giornalisti dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Associazione Stampa dell’Emilia Romagna, è aperto a tutto il pubblico interessato, poiché affronta temi importanti in
un momento sempre più delicato.
Si parte con alcune considerazioni riguardo alla deontologia professionale, valore non solo intrinseco al ruolo ma come servizio ai lettori, con l’intervento di Silvestro Ramunno Presidente Ordine dei Giornalisti e Fondazione Giornalisti dell’Emilia- Romagna, per proseguire con il linguaggio e la trappola degli stereotipi soprattutto legata alla
violenza di genere con Paolo Maria Amadasi Presidente Associazione Stampa dell’Emilia- Romagna, mentre sull’impatto dell’intelligenza artificiale si soffermerà Matteo Naccari, segretario generale aggiunto FNSI.
La comunicazione attraverso i social network tra fake news, haters e linguaggio aggressivo verrà affrontata da Chiara Buccini, giornalista e governatrice Inner Italia -distretto Massimiliano Marianelli, direttore del Dipartimento di Filosofia e Scienze Sociali dell’Università di Perugia si occuperà di linguaggio e fraternità possibile in questo tempo difficile, mentre il tema del perdono sarà l’intervento in video collegamento di
Padre Giovanni Bertuzzi, giornalista e preside dello studio filosofico Domenicano di Bologna. Infine il tentativo di inserire il linguaggio della gentilezza e della bellezza sarà il tema affrontato rispettivamente da Simona Calai Granelli musicista, Presidente Inner Wheel Spoleto e da Laura Prinetti, Docente di Newsmaking all’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Direttore responsabile di Meglio un libro.
A moderare l’incontro Fabrizio Binacchi, caporedattore Rai Vaticano.
L’incontro, nella sua connotazione di seminario di formazione, riconoscerà 6 crediti deontologici ai giornalisti che si iscriveranno gratuitamente sulla piattaforma, ma consentirà anche ai cittadini presenti in sala di porre domande ai vari relatori.Un ospite particolare che riporta prepotentemente alle dinamiche dei conflitti in corso, sarà la voce dell’inviato Daniele Piervincenzi, giornalista d’inchiesta e reporter di guerra. Gabriella Pirazzini cercherà di capire il senso oggi di questo mestiere, di quanto le parole della guerra debbano esprimere equidistanza o coinvolgimento, e dove abita la sicurezza delle informazioni non pilotate.
Venerdì 28 febbraio 2025 – ore 21
Purbion di Romagna – poesie, monologhi e aneddoti della nostra terra
Denis Campitelli
Sala Mariele Ventre – via Emilia, 69 Imola
Un’antica nebbia, a volte visibile a volte invisibile, avvolge da sempre l’uomo. Spesso gioca a fargli perdere la strada e a lasciarlo senza punti di riferimento.
Ora quell’antica nebbia si è addensata e trasformata in “Purbion”, polverone.
Allora come riconoscere la strada di casa? Ulisse, nel poema di Tonino Guerra, capisce di essere ritornato nella sua Itaca grazie al profumo di un’erba selvatica, tipica della sua terra.
Per noi invece la buona notizia arriva da un suono selvatico che conosciamo bene, il suono della lingua romagnola.
“A qué i scòr in Rumagnol: A sém arivé a ca!
Sabato 1 marzo 2025 – ore 10
Narrare con il fumetto
Vari.China
Salannunziata – via F.lli Bandiera n. 17 Imola
Indagheremo sul significato e sul valore del linguaggio del fumetto.
Le parole del bravissimo divulgatore Andrea Plazzi (editor di Ratman per Panini e fondatore del progetto Comics&Science) verranno tradotte simultaneamente in immagini grazie all’abile mano del disegnatore Gabriele Peddes (fumettista, grafico e facilitatore digitale), una dimostrazione diretta di come il fumetto rappresenti un modo di narrare differente rispetto a cinema, scrittura e altri linguaggi. Impareremo quindi quali sono
gli elementi e le caratteristiche di questa arte e come questi vengano utilizzati per creare storie, di finzione ma anche storie vere, perchè il fumetto viene usato anche come strumento per raccontare eventi di vita vissuta, per trattare temi di attualitá, divulgazione e anche reportage.
Sabato 1 marzo ore 16,00
La riduzione al silenzio: storia di Lidia Poët
Antonio Castronuovo dialoga con Chiara Viale
Salannunziata – via Fratelli Bandiera 17 – Imola
Chiara Viale, milanese di adozione, è avvocato specializzato in diritto societario e della proprietà intellettuale. Appassionata di letteratura, si occupa da anni di promozione delle pari opportunità e valorizzazione delle differenze. Autrice di pubblicazioni giuridiche, ha pubblicato con Guerini Lidia e le altre. Pari opportunità ieri e oggi: l’eredità di Lidia Poët, libro di successo di cui ha detto l’ex ministro Marta Cartabia:
«La storia di Lidia Poët ci mette di fronte al tema dell’eguaglianza di genere, così strettamente intrecciato all’evoluzione delle democrazie occidentali».
La giustizia è donna, ma non sempre è stata giusta con le donne. Lo dimostra in modo esemplare la storia tardo-ottocentesca di Lidia Poët, la prima avvocata italiana che, in tempi in cui le ragazze si occupavano solo di cucito e cucina, desiderò esercitare la professione nelle aule di tribunale ed ebbe l’ardire di richiedere nel 1881 l’iscrizione all’Ordine degli avvocati. Immediate furono le polemiche: che scandalo una donna che
chiedeva di iscriversi all’albo! Fu così che nel 1883 la Corte d’Appello la cancellò dall’albo, sulla base dell’idea che una donna in aula di giustizia comprometteva la serietà del giudizio e gettava discredito sulla magistratura. Donna forte e determinata, la Poët s’iscrisse all’Albo a più di 60 anni e poté indossare la toga. Chiara Viale ci narrerà questa storia, con tanti spunti sul tema dell’eguaglianza di genere.
Sabato 1 marzo 2025 – ore 18
Rimarrai sulla pietra per sempre. Il linguaggio delle iscrizioni romane
Manuela Mongardi docente di Epigrafia presso Alma Mater Unibo
Centro Giovannini via Scarabelli 4 Imola
La società romana si caratterizza per una presenza diffusa e pervasiva delle iscrizioni, che erano un efficace strumento di comunicazione a un tempo pubblico e privato destinato a raggiungere il maggior numero possibile di persone, che potevano anche essere lettori involontari. Questa natura di “scrittura esposta”, concepita per essere fruita pubblicamente e consentirne una lettura anche a distanza, giustifica l’elaborazione di un linguaggio con caratteristiche ben definite. Per assicurare una lunga durata al
messaggio, e al ricordo delle persone in esse menzionate, le epigrafi furono incise prevalentemente sulla pietra; grazie alla sopravvivenza di molti di questi documenti è così possibile approfondire vari aspetti della storia politica e sociale di Roma e ridare voce a uomini e donne vissuti molti secoli fa.
Sabato 1 marzo 2025 – ore 21
Per finta: performance per attori e pubblico
ExtraVagantis
Salannunziata via Fratelli Bandiera,17 Imola
Il teatro è incontro dal vivo tra almeno due persone, è un gioco/arte in cui la relazione è costitutiva: da soli si può scrivere, suonare, dipingere…ma non fare teatro.
Il teatro è per sua natura “sociale”: sappiamo che un’intera comunità, un’intera Cultura, si riconosce, si rispecchia, si indaga, si interroga attraverso il rito teatrale, comunitario e più o meno catartico, a seconda delle metodologie. Nulla di strano, quindi, che ci si proponga di infrangere, per una sera, la famosa “quarta parete” che separa gli attori dal pubblico, in un collettivo approfondimento dei linguaggi del teatro, che, tra
parti codificate e animazione, si trasforma in performance collettiva.
Senza forzatura alcuna: una ricerca sul piacere dell’incontro tra persone dal vivo.
Conduce Marina Mazzolani
DOMENICA 2 MARZO | Ore 11:00
Straordinariamente dislessico
Giacomo Cutrera
Introduce Iolanda Pasini, Gruppo di lavoro AID (Associazione Italiana Dislessia),
distretto di Bologna.
Biblioteca Comunale – via Emilia 80 – Imola
L’incontro si inserisce nel progetto Goal, che promuove la lettura e gli obiettivi dello sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030, in collaborazione con la Biblioteca comunale e il Patto per la lettura del Comune di Imola (Goal 4: un’educazione inclusiva e di qualità). In collaborazione con AID sezione provinciale Bologna
Il linguaggio imperfetto esiste? DSA è la sigla che raccoglie i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, disturbi del neuro-sviluppo che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente e che si manifestano con l’inizio della scolarizzazione. Un fenomeno oggi in crescita, forse perchè più indagato e riconosciuto e non relegato alle frasi “ha poca voglia di studiare” o “è intelligente ma non si applica”.
Essere dislessico non è una malattia, ma un diverso modo del cervello di applicarsi alla lettura dei segni grafici. Un bambino che “sembra” lento ha diritto all’allungamento dei tempi per dimostrare che la sua intelligenza e capacità sono uguali a quelle degli altri.
Questi disturbi dipendono dalle diverse modalità di funzionamento delle reti neuronali coinvolte nei processi di lettura, scrittura e calcolo, cioè da un diverso funzionamento del cervello e delle sue modalità di apprendimento. Non sono causati da un deficit di intelligenza, da problemi ambientali o psicologici e nemmeno da deficit sensoriali: AID si occupa a diversi livelli della comunicazione di chi soffre di disturbi di apprendimento
e linguaggio, delle problematiche e soprattutto delle misure possibili. Questa caratteristica è innata e non è transitoria: accompagna l’individuo per tutta la vita, anche se si modifica nell’età evolutiva. Quindi non si “guarisce” dai Disturbi Specifici dell’Apprendimento ma le difficoltà che li accompagnano possono essere compensate con il
tempo e con una buona attività di potenziamento e riabilitativa.
Non si tratta di una danno organico, dunque questo differente neuro funzionamento non impedisce la realizzazione della specifica abilità (lettura, scrittura, numerazione o altro) ma necessita di tempi più lunghi e carichi maggiori di attenzione.
Lo dimostra Giacomo Cuntrera questo ingegnere informatico che racconta la sua dislessia per continuare a diffondere e sensibilizzare chi impropriamente considera la dislessia un handicap. Nel suo “Demone bianco” ha raccontato la storia di un ragazzino che, alle scuole
medie, scopre di avere difficoltà nella lettura (lentezza doppia rispetto ai coetanei) e vive il disagio di non essere compreso né a casa né a scuola. La diagnosi arriverà solo anni dopo.
Demone bianco, bianco come il foglio bianco delle verifiche e bianco come il protagonista del libro che non esce mai da casa, per riuscire, a fatica, a prendere un sei.
Questo libro narra in prima persona la storia autobiografica di Cutrera, attualmente laureato in ingegneria, vice presidente dell’Associazione Italiana Dislessia e fondatore del “Gruppo Giovani” che informa e dà sostegno a ragazzi e ragazze con DSA. Il libro è scritto in formato 16, non giustificato, per una maggiore facilità di lettura per dislessici e non.
DOMENICA 2 MARZO | Ore 21,00
La musica popolare E Trèb con Emisurela band indie folk
Anna e Angela De Leo (violino e fisarmonica) e Rita Zauli (percussioni)
Sala Mariele Ventre – via Emilia 69 Imola
Emisurela è una band indie folk fondata nel 2021 dalle sorelle Anna e Angela De Leo (violino e fisarmonica). Insieme alla percussionista Rita Zauli portano avanti la tradizione della musica folk romagnola, in una nuova chiave protofemminista. Lo show si sviluppa partendo dai balli delle aie contadine di fine ‘800, attraversando la storia del leggendario maestro Secondo Casadei, per poi espandersi verso la musica kletzmer, e le
cumbie sudamericane. L’energia rock e l’attenzione alla tradizione musicale del territorio, sono il loro asso nella manica.
Nei primi due anni di attività si sono esibite sui grandi palchi di Cara Forlì, Birichina, Gatteo Mare, Rockadero, Portofranko, al festival delle Arti di Cervia, nei Buskers festival di Santa Sofia e Musica nelle Aie, superando i 100 concerti live. Collaborazione con Roberta Cappelletti nel tour del Veglione Romagnolo, con la cantautrice Lu Colombo (autrice di Maracaibo) per un inedito valzer romagnolo contro la violenza sulle donne, e
con l’associazione Rumore di Fondo di Faenza. Nel 2021 hanno vinto il contest “Il liscio nella rete”, nel 2022 hanno ricevuto il premio Nuovo Imaie per la canzone d’autore, e sono state premiate per lo sviluppo musicale sul territorio. Riccarda Casadei ha consegnato il premio per l’imprenditoria musicale sul palco di Gatteo Mare. Insieme all’associazione
“Una goccia per il mondo”, si sono impegnate in un tour benefico nelle case di riposo romagnole. Fanno parte della “romagnolissima” Nuova Orchestra Santa Balera di Giordano Sangiorgi, formata da 15 musicisti e 10 ballerini della generazione Z del liscio, che si è esibita nel 2024 al Festival di Sanremo.
Un ‘nuovo liscio‘ rivolto alle nuove generazioni liscio, dove le musiche della tradizione incrociano altre sonorità, con una capacità comunicativa e interattiva con il pubblico davvero coinvolgente.
DOMENICA 2 MARZO | Ore 18,00
Le parole del cinema – le sceneggiature vincenti
Il segreto dei “Perfetti sconosciuti”
Paola Mammini
Centro Sociale Giovannini via Scarabelli 4 Imola
Dopo i due David ottenuti, la commedia campione di incassi di Paolo Genovese ottiene anche il riconoscimento per la miglior sceneggiatura al Tribeca Film Festival di New York, la kermesse fondata da Robert De Niro. Il successo di “Perfetti sconosciuti” pare non arrestarsi, e vanta il titolo di commedia con più imitazioni, quasi trenta: richiesti i diritti per il remake in Francia, Stati Uniti, Russia, teatro, il film viene distribuito anche in Cina. Il 15 luglio 2019 Perfetti sconosciuti entra nel Guinness dei primati come
il film con più remake in assoluto nella storia del cinema. Campione di incassi, lo script è firmato da Rolando Ravello, Filippo Bologna, Paolo Costella e Paola Mammini che oggi oltre a firmare tantissime altre sceneggiature di successo tra cinema e tv, racconta in tantissime sedi e in maniera entusiasmante il prezioso lavoro della sceneggiatura.
Mammini, dopo un diploma in scienze dell’alimentazione, ha iniziato a scrivere sceneggiature per cinema, teatro e televisione. Tra i suoi primi lavori teatrali, nel 2000, il testo “Odio i nazisti dell’Illinois”, storia di equivoci e introversioni e possibili convergenze fra un uomo e una donna. Tra gli altri lavori più recenti, il soggetto di Tutta colpa di Freud e la sceneggiatura di Immaturi – La serie e sia il soggetto che la sceneggiatura della fiction Rai Gloria. Nel 2023 è sceneggiatrice di Zamora di Neri Marcorè
e l’anno seguente di Vincenzo Malinconico, avvocato d’insuccesso 2.
Fa parte della giuria in diversi Festival, e le piace raccontare il “dietro le quinte” e come nascono le parole del cinema anche ai giovani.
Scrive di se stessa: ” La vocazione innata per il rischiosissimo mestiere della
‘ricercatrice di emozioni’ mi ha travolta senza più abbandonarmi. Fermamente convinta che la mia opportunità di felicità poteva risiedere solo e soltanto nel territorio della fantasia, ho sperimentato e mi sono sperimentata a 360 gradi in ogni ambito possibile del mondo dello spettacolo traendone fin dalle prime esperienze come attrice fresca di
Accademia – passando poi per la Radio, il Doppiaggio, la Televisione, la carta stampata, il Cinema – grande soddisfazione. Il mio bagaglio culturale vive da sempre una sua vita indipendente che rispetto. Non avendo fatto l’Università, si è infatti formato su libri, film, dischi, mostre, e quant’altro, senza un indirizzo specifico ma spiluccando qua e là per generi e forme. E ogni volta che ha scelto di aggiungere nuove frecce al suo arco, l’ho
seguito con curiosità e attenzione.
Sabato 8 marzo ore 18,00
“Annuccia adorata”: le lettere di Mascagni
Daniela Pini e Riccardo Francone
Rocca Sforzesca – piazza 4 novembre Bagnara di Romagna
Il carteggio Mascagni -Lolli, conservato all’interno del Museo Pietro Mascagni di Bagnara di Romagna, è composto da 4700 lettere scritte dal famoso compositore di Cavalleria Rusticana alla sua musa ispiratrice, Anna Lolli. Queste lettere, scritte dal 1910 al 1944, sono scritte in un linguaggio colloquiale ma elegante, dove traspare sempre un profondo affetto e rispetto reciproco (176 sono scritte da Anna Lolli a Pietro).
In queste lettere la scrittura può essere definita sia diaristica che epistolare, ma i due stili si fondono inevitabilmente in una narrazione quotidiana e intima. Gli eventi narrati sono di vita privata ma necessariamente inseriti nel contesto storico e pubblico.
