I convitati di pietra – Michele Mari

L’ultimo libro di Michele Mari I convitati di pietra edito da Einaudi nel novembre 2025, ci porta dentro dinamiche che prendono l’avvio da uno di quegli incontri tra compagni di classe alle scuole superiori che un po’ tutti conosciamo. Qui però il piacere di rivedersi e di lasciarsi andare a una reminescenza comune passa in secondo piano.

La storia inizia dal 22 luglio 1975, primo anniversario dell’esame di maturità. I trenta compagni di classe festeggiano e stipulano un patto, decidono di provvedere al versamento annuale di una somma che andrà a formare un fondo disponibile per gli ultimi tre di loro che sopravviveranno agli altri. Di anno in anno l’atmosfera della festa  muta facendo emergere intense rivalità e invidie in un pericoloso gioco in cui Mari inserisce sabotaggi, tentativi di omicidio in un intreccio di elementi di suspence tra avidità e amori taciuti, fino ad un finale imprevedibile.

Le riflessioni interiori dei personaggi immersi in una sfida che dura tutta la vita portano a galla il dramma morale, in cui la competizione assume per i protagonisti un aspetto che li sconvolge, in cui la scuola resta solo memoria da cui raccogliere utilità per il controllo sugli altri.

La storia è divertente, prende per lo stile di un noir in cui un elemento (il delitto fisico) non c’è, con l’dea di una roulette russa lasciata al destino, e ci consegna uno studio psicologico dei personaggi, in cui anche i cognomi vanno a creare attese su ognuno di personaggi, pur nella coralità del romanzo che presenta una ricchezza di dettagli, intrecci, atmosfera di suspence fino alla fine del testo. Si intersecano ironia e inquietudini, riflessioni profonde e destino, generazione borghese di una Milano che esiste davvero coi suoi locali e le chiese, le vie e gli scorci, e la sopravvivenza spinta dalle ambizioni che prevalgono sulle amicizie. Scommesse clandestine, sabotaggi e sospetti in una competizione corrosiva in un congegno narrativo spietato. Mari riesce con questa sfida feroce a ricordarci che – finalmente – possono esserci romanzi contemporanei frutto di sapiente esplorazione della umana esistenza (cinismo, meschinità, vizi, bassezze) senza ricorrere alla rielaborazione di testi epici, personaggi altrui, narrandoci una storia prodotto della sua arte.

Tutto questo con il convitato di pietra sempre presente, la morte incombente e un destino baro.

Maria Rosa