di Monika Czernin
Il mese di dicembre a Vienna è magico, aria frizzantina, atmosfere natalizie ci conducono negli storici cafè, dove possiamo gustare insieme a una fumante tazza di caffè, una fetta di sacher torte. Per la ricetta originale, conviene assaggiare quella che ancora viene servita nella pasticceria all’interno del mitico Hotel Sacher, un luogo storico che mi rimanda a suggerire la lettura di questa settimana Hotel Sacher – l’ultima festa della vecchia Europa, di Monika Czernin.
Scrittrice e giornalista austriaca, discendente dell’ultimo ministro degli esteri della monarchia asburgica, ci porta nella Vienna di metà Ottocento in cui il fulcro della vita culturale era proprio l’Hotel Sacher. La protagonista è Anna Fuchs, figlia di un macellaio, che sposa Edouard Sacher, figlio dell’inventore della celeberrima torta e proprietario dell’elegante albergo con ristorante situato di fronte all’Opera. Anna diventa una delle figure leggendarie della storia imprenditoriale austriaca e non solo, trasformando l’hotel nel simbolo di un’epoca d’oro dell’arte e della cultura, dalla metà dell’Ottocento fino alla fine della Grande Guerra.
Il romanzo, scritto in forma di biografia, presenta personaggi dei più vari che popolano il periodo d’oro di questa città, gli Asburgo, i Metternich, i Rothschild, Arthur Schnitzler, Gustav Mahler, Karl Wittgenstein, Gustav Klimt, Richard Strauss, Max Reinhardt, gli Ephrussi, i Castiglioni. Un mondo che identifica il fascino dell’impero austro ungarico immortalato in tanta letteratura. Nonostante i nomi altisonanti e le innumerevoli occasioni che l’autrice propone per presentarceli, la vera protagonista del libro è Anna Sacher, coraggiosa e tenace, che condurrà l’hotel attraverso i cambiamenti della società viennese.
Le vicende personali si completano con le frequentazioni e gli eventi nelle sale del ristorante, gli ospiti e i grandi ricevimenti dove sfila l’élite nobile, borghese e culturale.
L’ebbrezza dell’Esposizione Internazionale del 1873, l’episodio dell’assaggio della torta da parte dell’imperatrice Elisabetta al Sacher Garten del Prater, la cena preparata per il principe ereditario Rodolfo nelle sale della Hofburg si susseguono a piccoli gustosi camei tra cui le discussioni tra intellettuali come Mahler, Schnitzler, Reinhard e arrampicatori sociali o banchieri da poco nobilitati come Viktor Ephrussi e Nathaniel Rothschild che si trasferiscono a vivere all’hotel Sacher, istituzione che ha un ruolo centrale nella vita viennese e garantisce loro un certo status.
Il racconto è gustoso, efficace nella narrazione delle scene e dei rapporti tra i protagonisti, l’intreccio non è scontato e ci fa un po’sbirciare in un mondo tanto lontano: oltre alla biografia di Anna Sacher si tratteggia un ritratto storico dell’epoca; la politica interna dell’imperatore e sullo sfondo i Balcani e la spinta verso la guerra a cui seguì la sconfitta deli imperi centrali.
Il libro offre una sezione finale dedicata alle Fonti in cui sono circostanziate le situazioni narrate, con descrizioni reali degli avvenimenti verificati con una approfondita ricerca d’archivio oltre ad una ricca e interessante bibliografia.
Ci vediamo al Sacher!
Maria Rosa