Giovanni Segantini a Bassano

31/01/2026

​ Il 15 gennaio del 1858 nacque ad Arco Trentino il cittadino austrico Giovanni Segantini e tale nazionalità sarà un fardello che peserà per tutta la vita del pittore insieme ad un’infanzia travagliata (a 8 anni resterà orfano di madre e padre) peregrinando tra parenti disattenti e riformatorio. Sarà solo nel 1878 che potrà frequentare l’ambiente della accademia di Brera a Milano dove comincerà ad affinare il suo talento innato che, con la sensibilità a cogliere “le grandezze della piccolezza” (Pietro Bellasi, catalogo mostra Milano, 2014) per la natura e l’ambiente montano, saranno di ispirazione alla sua opera. Si confronterà con la scapigliatura milanese e nel 1882 entrerà in contatto con il commerciante d’arte Grubicy che sosteneva a quei tempi anche economicamente pittori in cui intravedeva talenti e potenzialità artistiche innovative. Inizierà così un sodalizio estremamente fruttuoso anche a livello internazionale e che gli permetterà di essere conosciuto negli ambienti della ricca borghesia europea fino alla fine della sua vita.
Nel frattempo in Francia esplode la pittura impressionista, in Europa si respira aria di simbolismo; Segantini continua una sua ricerca personale nello studio della luce e nella resa pittorica del colore: il suo divisionismo è ricco di tratti monocromatici che visti nel loro insieme evocano forme e volumi delle rappresentazioni.
Molti sono i riconoscimenti internazionali che però spesso non si traducono in migliorie economiche e l’artista vivrà sempre nell’insicurezza e precarietà di vitto e alloggio con la famiglia. Morirà in una baita dove si era rifugiato per dipingere un panorama delle amate montagne per una peritonite acuta nel 1899: un talento stroncato anzi tempo ancora appassionato e ispirato dalla ricerca espressiva del colore.
In mostra alcuni temi iconografici che gli furono cari e oggetto di studio in disegni monocromi per poi spesso dare vita ad opere pittoriche di grande respiro. Privo di passaporto per la mancanza del riconoscimento della cittadinanza Italiana avrà difficoltà a spostarsi all’estero dove invece, grazie a Grubicy, le sue opere sono esposte ed apprezzate tanto da raccogliere numerosi riconoscimenti internazionali. Soggiornò in Svizzera a St.Moritz che oggi ospita il Museo Segantini.

In mostra a Bassano ritratti e nature morte che fin da subito suscitarono interesse di pubblico e critica; temi anche simbolistici sfociarono nella realizzazione di opere come “la verità” e “Amore alla fonte della vita” . I momenti anche tragici della vita come i lutti sono vissuti nell’intensa solitudine di una baita; le fatiche del lavoro nei pascoli e nei campi sono colte in un’atmosfera di attesa del meritato riposo o del calore di un focolare o di una stalla od anche di una semplice sosta per un gesto di fede o di ristoro ad una fonte. Ecco perchè i soggetti che illustrano la dura ma tranquilla vita di montagna sono quelli che colpiscono i visitatori: lontano dal voler esprimere sentimenti di denuncia sociale, i momenti e i gesti sono colti nella loro semplice quotidianità sublimanti dalla tavolozza dei colori e l’uso di metalli come oro ed argento.