FESTIVAL DEI LINGUAGGI 2026

21 marzo – 14 aprile 2026

Il 22 febbraio 2026 c’è stata la presentazione alla stampa del Festival presso la Sala Consigliare del Comune di Imola. Hanno partecipato all’incontro per Università Aperta la presidente Dott.ssa Sandra Zanardi, il Dott. Antonio Castronuovo, l’Assessore del Comune di Imola Dott. Giacomo Gambi, la giornalista Gabriella Pirazzini e il presidente dell’ANPI Gabrio Salieri .


21 febbraio 2026.
Come non essere stupidi

Alla Sala Mariele Ventre il Prof. Igor Sibaldi trae spunto dei contenuti della sua ultima opera, da cui la conferenza prende il titolo: Come non essere stupidi.
«La parola stupido è entrata presto nel nostro vocabolario personale, a quattro anni sapevamo già che effetto fa sentirsela dire. “Stupido!” è un segnale d’allarme. Significa: attento, stai per superare una soglia psicologica che non conviene a nessuno, e dalla quale è difficile tornare. Pronunciare questa frase dà sollievo, perché sottintende: “Se ho notato che lui è uno stupido, ci sono buone probabilità che io non lo sia”. Non l’abbiamo mai domandato neanche noi, per timore di essere presi per stupidi. Oggi tira aria di conformismo, come raramente è accaduto in Occidente negli ultimi tre secoli. In tempi di conformismo c’è parità tra quello che è permesso dire e quello che la stragrande maggioranza crede di pensare e vuole sentirsi dire. Queste riflessioni ci allenano a esserlo un po’ di meno conformisti e stupidi.”


22 febbraio 2026
Bagnara di Romagna

Presso la Sala Consigliare nel Castello Sforzesco del Comune Pietro Mioli ed Adriano Orlandini rievocano “l’emotività della voce dolente” della Cantante lirica Lina Bruna Rasa.
Lo studioso Adriano Orlandini ricostruisce la straordinaria e triste storia del soprano Lina Bruna Rasa, la più grande interprete di Cavalleria Rusticana. Il debutto a soli 20 anni alla Scala di Milano, gli amori, i numerosi ruoli in giro per il mondo, fino a contrarre il morbo della sifilide, malattia crudele all’epoca incurabile, che la condurrà inesorabilmente alla follia.
Con la sua voce dolente e sensuale la Rasa seppe dare intensità drammatica ai libretti e alla musica delle opere che interpretò come si è potuto udire dai brano proposti durante l’esposizione.
L’autore, in un confronto raffinato con il Prof. Piero Mioli, musicologo esperto e poliedrico, ci ha fatto comprendere il linguaggio di questa figura tragica all’interno del panorama lirico internazionale.


23 febbraio 2026
I segni della musica contemporanea

Incontro con il maestro Andrea Orsi.
Viaggio tra esempi e immagini di spartiti musicali nella storia.
“La musica è linguaggio universale”. Una affermazione che ciascuno di noi potrebbe sottoscrivere. Un inglese ascolta e comprende la musica come un francese o un cinese. La notazione musicale può essere letta da un italiano e da un norvegese con la stessa facilità.
Eppure… a un certo punto della storia della musica, nel dopoguerra e sempre più fino agli anni Novanta e oltre, il linguaggio comune si è frantumato, la notazione si è diversificata fino a diventare individuale, tanto da necessitare spesso di una legenda per decodificarla ed eseguirla.
Il linguaggio ritenuto più universale è diventato in molti casi incomprensibile, nuovo regno dell’incomunicabilità. Ma siamo certi che sia così? Un viaggio che compiremo insieme, con esempi e immagini, dentro alla musica contemporanea, al suo linguaggio e ai suoi segni nella redazione degli spartiti.


23 febbraio 2026
Eros nell’antica Grecia

L’avvocato Michele Castellari ci affascina come sempre grazie alle sue capacità espressive parlando di un argomento dalle variegate sfaccettature.
“Il linguaggio dell’eros nella Grecia antica. Desiderio, passione, tormento, estasi. La forma più alta di conoscenza del mondo”


24 febbraio 2026
FilmmakHER – 24 REGISTE ILLUSTRATE

Presso la sala Salannuziata di Imola, via Fr. Bandiera L’Associazione 24FPS di Parma ci commenta una mostra di originali ritratti al femminile di 24 Registe del cinema che hanno operato dall’inizio del XX sec. ai nostri giorni. Progetto a cura di Michele Belmessieri, Vanessa Mangiavacca e Giorgia Pinotti. Il pubblico in sala è stato coinvolto in prima persona, con la distribuzione di un questionario, potendo dare opinioni e spunti, dopo aver preso in esame la opere in mostra,
La mostra (aperta al pubblico dal 24 febbraio al 1 marzo) ha portato alla ribalta pioniere del cinema.
Per la rassegna sono state scelte:
ALICE GUY BLACHE’ probabilmente la prima donna ad aver diretto un film
ELVIRA NOTARI la figlia del Vesuvio
MABEL NORMAND ridere a Babilonia
GERMAINE DULAC una regista d’avanguardia nel mezzo dei folli anni Venti
LENI RIEFENSTAHL la bellezza maledetta
VERA CHYTYLOVA la margherita del nuovo cinema cecoslovacco
CECILIA MANGINI l’unica comunista eretica seduta a quel tavolo
LINA WERTMULLER regista di nobili origini in un turbine di premi e cult movie
LILIANA CAVANI la regina degli anticonformismi
CHANTAL AKERMAN la costruzione del sé attraverso un viaggio in intime stanze
LOTTE REININGER un cinema in ombra
JANE CAMPION la natura perturbante del cinema neozelandese
MAYA DEREN la madrina, mai madre, del cinema d’avanguardia americano
ALINA MARAZZI smontare e rimontare l’immaginario collettivo femminile
JENNIFER KENT la paura delle donne
WANDA JAKUBOWSKA ingegnera di anime
EMMA DANTE i vicoli di una viscerale Sicilia, tra teatro, narrativa e cinema
SOFIA COPPOLA indipendenza e stile per una regista glamour
MIRA NAIR il cinema è un ponte
SUSANNA NICCHIARELLI compagna tra le compagne
CELINE SCIAMMA per un cinema della sorellanza
JULIA DUCOURNAU la nuova regista dei corpi
KATHRYN BIGELOW un punto di rottura che ha conquistato Hollywood
LAURA SAMANI il cinema a partire dalle proprie radici


24 febbraio 2026
Brigida di Svezia e la Regula Salvatoris

Conferenza della Dott.ssa Laura Scelmino
Alle donne è da sempre proibito esprimersi in materia religiosa. Nel tardo Medioevo le voci di mistiche e profetesse si moltiplicarono: il soprannaturale permise loro di esprimersi sulla Chiesa e su questioni religiose. È questo il caso di Brigida di Svezia, nobile svedese nata all’inizio del Trecento che, in virtù delle sue particolari doti profetiche, seppe porsi con autorevolezza al cospetto dei religiosi e dei politici del suo tempo. Viaggiando, frequentando gli ambienti di corte, e grazie al confronto continuo con i dotti chierici che la circondavano, venne a conoscere la situazione di crisi e corruzione che stava vivendo la Chiesa, con il papa esiliato ad Avignone. Brigida ambiva a una profonda riforma della Chiesa e per realizzarla ideò un nuovo ordine, l’Ordo Sancti Salvatoris.


25 febbraio 2026
Fashion statement – Espressioni della moda

Vittoria Barbiero fotografa e videografa di moda, laureata in Lettere Classiche, ci ha parlato di cosa è la moda, della storia del costume, della fotografia e del marcketing di moda, con particolare attenzione all’evoluzione della fashion femminile ed alle sue conseguenza nella rappresentazione del ruolo sociale della donna tra XVIII e XXI secolo. La moda è tacciata da sempre di superficialità e frivolezza, di essere un sistema spesso avulso dal sentire reale delle masse, niente di più che un divertissement per chi ha tempo da perdere. L’abito, ridotto a semplice scampolo di stoffa, è considerato esclusivamente nella sue accezioni pratiche di protezione, esercizio di pudore e ornamento. In realtà, la moda non solo è una disciplina artistica con i suoi linguaggi specifici, ma l’atto di vestirsi è esso stesso un linguaggio, profondamente sociale e indissolubilmente legato all’essere umano e alla sua dialettica.


25 febbraio 2026
Comicità involontaria


Paolo Albani, poeta visivo e scrittore, in dialogo con Antonio Castronuovo
ci ha spiegato che c’è un umorismo involontario quando uno crede di fare una cosa seria e invece per ignoranza o per caso fa qualcosa di comico. È un umorismo che s’insinua ovunque, nei romanzi di certi scrittori, nelle poesie, nei film di serie B, nei pittori della domenica, nelle storpiature linguistiche dei bambini, in ogni forma di kitsch e di trash, nelle farneticazioni dei mattoidi, nelle papere televisive, negli errori di stampa, nei discorsi dei politici, negli strafalcioni detti in ambulatori, tribunali, scuole ecc. E dalle battute non volute, casuali, nasce sempre la risata più schietta.


26 febbraio 2026
Il brusio della storia

“Cosa abbiamo in testa quando pensiamo alla storia? Quella linea del tempo fatta di civiltà, nomi e qualche data, cosa dice di noi e della nostra cultura? E come ha influenzato il nostro modo di vedere il mondo? La storia non studia l’anno della pace di Costanza oppure della battaglia di Waterloo, non è una mera successione di date e di avvenimenti. È la scienza dell’uomo nel tempo e deve continuamente suscitare dubbi, porre domande, sollevare questioni radicali sul senso dello stare al mondo”.
Alessandro Vanoli, storico e Scrittore ci dice: “Queste due cose non stanno necessariamente assieme. Ma per me è andata così”. Così si presenta sul suo sito.


26 febbraio 2026
Rovine che parlano

Vincenzo Scalfari, in dialogo con Antonio Castronuovo, è nato a Vibo Valentia nel 1979 e vive a Modena. Dopo aver tentato la via dell’archeologia è oggi insegnante di lettere in un liceo della sua città. Per passione scrive.
Scalfari si è chiesto: «Puoi innamorarti dell’archeologia?». E la risposta è: sì, se incontri un Maestro, di quelli che non smetteresti mai di ascoltare, e lo segui ciecamente di scavo in scavo, sotto il sole rovente, a pala e piccone, senza soldi o quasi; e la sera birre su birre, fiumi di discorsi in un miscuglio di lingue, fino a non poterne più. Tra passione archeologica e amore umano, Scalfari ci narra come si diventa adulti e le passioni si spengono, e a quel punto si smette di accanirsi sui morti e si va a cercare pace tra i vivi, rimpiangendo i vent’anni che non avremo più.
Un viaggio nell’archeologia tra comicità e sogni di vita.


27 febbraio 2026
Che fine hanno fatto le buone notizie?

FABRIZIO BINACCHI, SILVESTRO RAMUNNO, LAURA PRINETTI, DORA CARAPELLESE
Palazzo Sersanti – P.zza Matteotti 8 – Imola
Seminario dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna
Per il terzo anno consecutivo l’ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna sceglie Imola per proseguire le riflessioni sul Nuovo umanesimo del linguaggio , all’interno del Festival. Se l’anno scorso il seminario-incontro, aperto ai professionisti ma anche a tutta la cittadinanza, ha affrontato con casi emblematici i nuovi scenari legati all’intelligenza artificiale, questa edizione si propone di analizzare il cosiddetto giornalismo costruttivo . Definito il giornalismo delle soluzioni, non evita di affrontare i nodi cruciali delle informazioni e delle storie, ma cerca di mettere in luce possibili vie d’uscita, con riflessioni non di mera denuncia ma propositive verso un cambiamento.
Dunque un giornalismo descrittivo ma anche costruttivo, che non è ottimismo ma completezza dell’informazione. Non possiamo raccontare solo quello che non va, ma orientare l’informazione sulle risposte ai problemi, su come possono essere risolti, dunque un giornalismo che interagisce in maniera più diretta con la società civile e la coscienza delle persone.
Il titolo dato all’evento vuole essere provocatorio, riportando una frase assai comune di lettori e fruitori di notizie, perchè ormai siamo inondati da macabri scenari, tragedie, situazioni dolorose, in cui si “gira il coltello nella piaga”, senza poi preoccuparsi di finire una fotografia completa. Raccontare è fondamentale, secondo la famosa regola delle cinque W ( Who? What? When? Where? Why? ) , ma il “come” e il “perchè” sono basilari, cui si aggiunge What now? – “e adesso?” .


27 febbraio 2026
Il linguaggio della genetica

Guido Barbujani è un genetista e divulgatore scientifico italiano, professore ordinario di Genetica all’Università di Ferrara, noto per i suoi studi sull’evoluzione umana, la genetica delle popolazioni e la diversità genetica umana, con numerose pubblicazioni scientifiche e saggi divulgativi che sfidano concetti come la razza, tra cui “L’invenzione delle razze” e “Europei senza se e senza ma”. Ha lavorato in prestigiose università internazionali (Stony Brook, Londra, Padova, Bologna) e ricopre ruoli in comitati scientifici e riviste internazionali, oltre ad aver ricevuto importanti premi per la sua attività di ricerca e divulgazione.
Il linguaggio della genetica è il linguaggio del DNA, cioè del testo di istruzioni che permettono alla cellula-uovo della mamma, fecondata dallo spermatozoo del papà, di produrre i 27mila miliardi di cellule del nostro corpo, e di farli funzionare. Del DNA conosciamo l’alfabeto: le quattro molecole, indicate con le lettere A, C G e T che si legano in lunghe catene, i cromosomi. Ne conosciamo anche il vocabolario: i 20mila geni, ognuno dei quali contiene l’informazione per una o più delle proteine da cui siamo costituiti. Grazie a queste conoscenze, possiamo diagnosticare molte malattie che dipendono da uno o pochi geni. Invece ci sfuggono ancora le basi genetiche delle malattie più complesse: molti cancri, malattie cardiocircolatorie, diabete, Alzheimer, Parkinson… In compenso, leggendo il DNA abbiamo scoperto eventi nella nostra storia che altrimenti non saremmo mai arrivati a conoscere: da dove venivano i nostri antenati, che aspetto avevano le loro pelli, e anche il prezzo che continuiamo a pagare per essere sopravvissuti ad antiche epidemie.


27 febbraio 2026
Come parla la legge?

Antonio Salvatore è avvocato penalista, abilitato al patrocinio davanti alle Giurisdizioni Superiori. Docente nel Corso di Alta Formazione per l’Avvocato Penalista presso l’Unione Nazionale delle Camere Penali. Autore di numerose pubblicazioni su varie riviste giuridiche e politiche. Bibliofilo e appassionato di letteratura, collabora con riviste di bibliofilia e storia del libro.
Un avvocato penalista ci racconta la selva linguistica del mondo giuridico, come sono cambiati il linguaggio giuridico e lo “stile” legale negli ultimi anni, come in ciò ha influito la Riforma Cartabia, quale rapporto si instaura tra la lingua del diritto e quella dell’intelligenza artificiale. E soprattutto, si pone la domanda cardine di ogni umanista: di fronte alle carenze culturali di cui soffre oggi l’avvocatura c’è ancora spazio per l’oratoria?


28 febbraio 2026
Videoinchieste il racconto dell’illegalità

A cura dell’Associazione LIBERA.
Presidio Libera Contro Le Mafie “Giudice Alberto Giacomelli” del Circondario Imolese è composto dalle realtà associative e dai cittadini dei Comuni di Imola, Castel San Pietro Terme, Dozza, Medicina, Castel Guelfo, Mordano Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio.
Il presidio del Circondario Imolese di Libera, intitolato ad Alberto Giacomelli, giudice trapanese ucciso dalla mafia, nasce ad inizio 2013 con la volontà di raccogliere e unire persone e associazioni che desiderano impegnarsi per la legalità e far fiorire iniziative che promuovano la conoscenza e l’impegno sul territorio.
Al Presidio aderiscono associazioni (tra le quali ARCI, ANPI, Azione Cattolica, CGIL) e singole persone, esso collabora attivamente con Avviso Pubblico (Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie).
Come si racconta la presenza mafiosa nei nostri territori?
Breve, incisiva, documentata: la videoinchiesta è un linguaggio contemporaneo che unisce la forza delle immagini alla precisione dell’indagine giornalistica. I lavori realizzati negli anni da Libera Bologna mostrano come il linguaggio audiovisivo possa diventare uno strumento efficace per far emergere legami e connessioni nascoste, trasformando la complessità in narrazione accessibile, promuovendo così consapevolezza e invitando al monitoraggio civico tutte le cittadine e i cittadini.


28 febbraio 2026
Il rogo delle parole

FABIO STASSI in dialogo con Antonio Castronuovo.
Fabio Stassi è nato nel 1962 e lavora a Roma come bibliotecario. Scrive sui treni nei lunghi spostamenti. Ha pubblicato moltissimi libri con Minimum fax e Sellerio e sono tradotti in 20 lingue. Dal 2013 in cui ha vinto il Premio Selezione Campiello, ha inanellato una lunga serie di premi.
Il più famoso rogo di libri voluto dai nazisti fu quello del 10 maggio 1933 a Bebelplatz nel centro di Berlino: da lì questo tipo di iniziative si diffusero in tutto il territorio tedesco. Ma la storia della distruzione dei libri parte addirittura dal 1350 a.C. in Egitto e prosegue fino ai tempi nostri. E colpisce anche in Italia, con i casi di Pietro Aretino, Giuseppe Antonio Borgese, Emilio Salgari, Ignazio Silone, Maria Volpi: cosa hanno in comune questi autori e cosa spinse il regime di Hitler a considerarli pericolosi? Il monologo di Fabio Stassi su questo tema, ci svela che la libera scrittura, l’invenzione narrativa è incompatibile con l’universo totalitario perché portatrice di un mondo ambiguo, pieno di domande, piuttosto che di certezze da imporre.


28 febbraio 2026
Socrate e le parole della Libertà

Protagonisti i ragazzi della classe 3ACL del LICEO CLASSICO RAMBALDI VALERIANI di IMOLA che hanno dissertato sul concetto di Dialogo.
“Dialogo”, dal greco antico διάλογος (diálogos), formato da “dia” (attraverso, in mezzo a) e “logos” (parola, discorso, ragione), significa letteralmente “discorso attraverso” o “ragionare insieme”, indica un’interazione tra due o più parti che porta alla comprensione reciproca e alla crescita intellettuale. A differenza del demagogo, “pifferaio magico” non interessato alla verità nè a ciò che l’altro ha da proporre, il cui solo fine è quello di prevalere nel discorso e il cui dire è sempre, sostanzialmente, monologo, il dialogo socratico è, invece, dialogo autentico, via maestra della “maieutica”, l’arte di aiutare le anime a partorire la verità che ciascuna di esse reca dentro di sé. L’obiettivo è quello di aiutare l’uomo a liberarsi del guscio di pregiudizi, di presunzione, di frasi fatte e formule meccanicamente ripetute che ne soffocano il pensiero, come i detriti soffocano una sorgente interrata.


1 marzo 2026
Il linguaggio della Costituzione

L’Associazione nazionale dei partigiani d’Italia è custode dei principi della Carta costituzionale ed è decisa a seminare memoria li dove il terreno è più fertile, cioè tra le nuove generazioni
Affida questo compito a Paolo Papotti, che nella segreteria nazionale di ANPI si occupa proprio di formazione.
Educatore Professionale, formatore è componente del Comitato Nazionale e della Segreteria dal 2012 con delega alla formazione. Dal 2014 si occupa della realizzazione del Protocollo d’intesa ANPI-Ministero dell’Istruzione.
La Repubblica democratica e parlamentare esclude forme di governo autoritarie; l’impegno verso la realizzazione della sovranità e la partecipazione; l’idea universale nei temi dei diritti; l’accoglienza; l’esclusione del nazionalismo e del razzismo; la solidarietà come rispetto dell’uomo indipendentemente dalle caratteristiche naturali e dalle inclinazioni individuali e l’attenzione alla dignità umana che esclude l’individualismo, rappresentano i temi dello sviluppo della società che fanno della nostra associazione un riferimento. L’antifascismo, sancito nella Costituzione, continua a delineare il perimetro entro il quale rinnovare la nostra azione.


1 marzo 2026
Come foglie e come vento. Le poetesse italiane del ‘900

Isabella Leardini
Biblioteca comunale – via Papa Giovanni XXIII, 11 – Borgo Tossignano
La Biblioteca comunale di Borgo Tossignano e il Gruppo Pro Loco Amici della Biblioteca ha scelto di offrire un momento di approfondimento sulla poesia femminile ed in particolare sulle poetesse del Novecento, una minoranza spesso lasciata in ombra, esclusa dalle antologie e purtroppo poco conosciuta. A guidare il pubblico nella riscoperta di alcune tra le voci più significative è stata Isabella Leardini, autrice del volume “Costellazione parallela. Poetesse italiane del Novecento” (editrice Vallecchi, 2023).
A loro si deve la traduzione di capolavori della letteratura internazionale, hanno diretto riviste militanti, partecipato alla vita letteraria e al lavoro editoriale, fondato i premi più ambiti. Stimate, amate, sostenute o criticate dai loro illustri colleghi e amici, all’ultimo momento sono state comunque rimosse.” Nomi noti come Ada Negri, Alda Merini, Antonia Pozzi, ma anche meno noti come Daria Menicanti, Fernanda Romagnoli, Margherita Guidacci (un verso di una sua poesia dà il titolo all’evento) ed altre.
Nel riscoprirle ci sorprenderemo di come la loro poesia possa ancora brillare e parlarci e forse desidereremo conoscerle meglio, restituendo loro oggi la luce che meritano.


1 marzo 2026
Mondi in scena: Enseble Anouar

Cerimonia di ascolto dei cuori, la danza mistica con la musica persiana.
AMAL OURSANA (Danzatrice), DARIOUSH MADANI (Setar, strumento a pizzico a manica lunga), ARIAN MADANI (Tombak), MOSTAFA AHMODPANAH (Santur)
Sala Mariele Ventre – via Emilia 69 – Imola
La musica classica persiana, come gran parte delle musiche tradizionali, è trasmessa oralmente dal maestro all’allievo, dal padre al figlio – come nel gruppo, perchè padre e figlio “colloquiavano” con gli sguardi nella gioia di suonare insieme. Il repertorio che rappresenta nel suo insieme l’identità della musica classica persiana, sia nella didattica, sia nell’apprendimento, sia nell’esecuzione è detto Radif (ordine). La cerimonia sufi è una meditazione in movimento che permette di incontrare il proprio Centro, movimento ancestrale che parte e finisce nel Cuore. La ricerca del derviscio è convertire il ciclo di sofferenza nel ciclo di gioia fino all’annullamento del sé.


11 marzo 2026
Parole di pace e di guerra

Teatro – via Sant’Eustacchio 18 – Mordano
Carlo Lucarelli ci ha trascinato ad occhi chiusi nel fiume delle sue parole, proprio qui, a casa sua, leggendo il racconto “Il silenzio del mare” di Vercors (pseudonimo di Jean Bruller). Si è accompagnato con musiche di Beethoven utilizzando il suo cellulare. Durante la lettura ha analizzato il significato di guerra “giusta o meno” attraverso i sentimenti e comportamenti descritti nel racconto ambientato in Francia durante la seconda guerra mondiale.
Emozionante la sua lettura e profondo il suo commento, che ci ha toccato, e il pensiero è andato alla situazione dilagante di guerra dei giorni nostri.

Carlo Lucarelli è un affermato scrittore di letteratura noir.
Le sue opere sono state tradotte e pubblicate anche all’estero: in Francia, Germania, U.S.A., U.K., Giappone, Spagna, Olanda, Grecia, Islanda, Norvegia, Portogallo, Brasile e Romania.
Ha condotto per la RAI il programma televisivo Mistero in Blu, successivamente intitolato Blu notte e Blu Notte Misteri italiani e attualmente intitolato “Lucarelliracconta”.
Due suoi personaggi, L’Ispettore Coliandro e Il commissario De Luca, sono protagonisti delle serie TV omonime sui canali della RAI. Dal racconto La Tenda Nera è nato uno sceneggiato televisivo per la RAI Dai romanzi Almost Blue e Lupo Mannaro sono stati tratti gli omonimi film.
Ha debuttato come regista per il suo primo lungometraggio L’Isola dell’Angelo caduto, tratto dal suo romanzo omonimo. Ha collaborato alla sceneggiatura dei film Albakiara e Nonhosonno. Per il teatro ricordiamo alcuni spettacoli tratti dalle sue opere: Via delle Oche, Pasolini, Guernica, Tenco a tempo di tango, Autostorie e RadioGiallo.
Ha sceneggiato il radiodramma Radio Bellablù per RadioTre e l’audiodramma RadioGiallo. Dal 2008 al 2013 ha condotto il programma radiofonico “DeeGiallo” per Radio Deejay , programma nel quale ricostruisce in forma narrativo-documentaristica delitti irrisolti più o meno famosi e grandi vicende ancora oggi poco chiare.
Per il fumetto ha creato la serie “Cornelio delitti d’autore” per la Starcomics, casa editrice per la quale sono stati pubblicati anche i suoi racconti in forma di fumetto in una miniserie dal titolo Nuvole nere. Per la BD Edizioni è uscita a fumetti una antologia dedicata al Brigadiere Leonardi e una dedicata all’ispettore Coliandro. Insieme a Giampiero Rigosi, Beatrice Renzi e Michele Cogo ha fondato Bottega Finzioni


16 marzo 2026
Etica, linguaggi e intelligenza artificiale

ANTONIO PATUELLI
Auditorium CEFLA – via Bicocca 14/C – Imola

Antonio Patuelli è un influente banchiere, imprenditore, noto per essere Presidente del gruppo privato La Cassa di Ravenna, oltre che Cavaliere del Lavoro, con un passato da Deputato e Sottosegretario alla Difesa. Laureato in Giurisprudenza, ha guidato lo sviluppo del gruppo bancario ravennate.


14 aprile 2026

Le cicogne di Chernobyl (film)
associazione INSIEME PER UN FUTURO MIGLIORE ODV
Palazzo Sersanti – piazza Matteotti 8 – Imola

Ha introdotto la serata la sig.ra Arena Ricci dell’associazione “Insieme per un futuro migliore OdV” di Imola. E’ un’organizzazione di volontariato nata nel 1997 che si dedica principalmente all’ospitalità in Italia di bambini provenienti da zone colpite dalla contaminazione nucleare di Chernobyl (Bielorussia), ma ha esteso le sue attività a progetti umanitari e di supporto per bambini oncologici e diversamente abili, anche in Moldavia, lavorando per creare solidarietà tra i popoli e migliorare le condizioni di vita locali.

Il Film diretto da Karim Galici, prodotto da Cittadini del Mondo-Cinema per il sociale in collaborazione con Rai Sardegna e RAI Teche, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna, circuitato nell’ambito di “Rete di Interconnessioni Sociali”. Partendo da immagini e testimonianze nella zona di esclusione, a pochi chilometri dalla centrale, racconta l’esperienza di alcuni bambini bielorussi accolti in Italia dopo il disastro nucleare di Chernobyl del 26 aprile 1986. Attraverso i loro ricordi si ripercorre il significato dell’accoglienza capace di generare rapporti profondi e duraturi. Un’opera documentaria, un racconto intenso di uno scambio culturale ed umano che ha coinvolto l’Italia intera: un ponte tra due culture e due umanità, uno spiraglio di luce scaturito da una tragedia. L’Italia ha accolto oltre 700.000 bambini provenienti dalle aree contaminate, il 60% di tutti i minori coinvolti nei programmi di risanamento a livello internazionale: una generosità concreta di cui dobbiamo essere orgogliosi. Anche a Imola il progetto di ospitalità per risanamento si è svolto dal 1996 al 2019, interrotto unilateralmente nel 2020 ma mai definitivamente. Di tutto questo in Città restano testimonianze di famiglie, di ragazzi accolti, di scambi che continuano anche nel presente perché i legami d’amore sono più forti di tutto, toccanti testimonianze dei linguaggi del cuore.