“Milano inizio novencento”
“L’ ascesa di una città”
“La forza delle sue donne”
di Tiziana Ferrario
Il filone dei romanzi con il titolo “Cenere” inizia con Grazia Deledda, premio Nobel per la letteratura nel 1926 e sono incentrati sul tema della “rinascita della condizione femminile da situazioni di povertà e disagio pesante” … dalle ceneri del passato, la scintilla della speranza.
Tiziana Ferrario ambienta il suo romanzo storico a Milano, anno 1898, nel pieno della rivoluzione industriale.
Le protagoniste sono le migliaia di bambine dette in dialetto milanese “piscinine” che lavorano in condizioni di semi-schiavitù negli atelier dove la loro vita è dura in un modo che normalmente oggi immaginiamo per le donne adulte, ma c’è qualcosa in più: per queste migliaia di bambine la fatica cade su ossa non ancora sviluppate negando l’infanzia e con il rischio di perdere il misero lavoro e finire nei bordelli.
Il destino di alcune di queste si intreccia con quello di bambine più fortunate come Mariuccia figlia del parlamentare socialista Mario e di Ersilia Bronzini, attivista per i diritti delle donne, e con figure più note come quella di Anna Kulisciof, medico e compagna di Filippo Turati, e figure meno note come Alessandrina Ravizza, la contessa del brodo, fondatrice della “Cucina dei malati poveri” nel quartiere Garibaldi.
Sono bambine, ma non si arrendono, e come fossero donne combattono e scioperano per migliorare il loro futuro con dignità attraverso la formazione professionale, lo studio in un cammino che non è ancora terminato.
Marilena