Bernini e i Barberini
Gian Lorenzo Bernini e i Barberini: una visita nella Roma del ‘600 organizzata da Università Aperta con guida la docente Prof. Giovanna degli Esposti.

Gian Lorenzo Bernini (1598–1680) è stato il massimo esponente del Barocco italiano, un artista poliedrico capace di rivoluzionare la cultura romana e non solo del Seicento. Formatosi alla bottega, già nota negli ambienti della ricca committenza romana, del padre Pietro trova nella famiglia Barberini estimatori in giovanissima età.
Col tempo la sua fama si diffuse in tutte le corti europee e la sua bottega diverrà punto di riferimento per intenditori e artisti, una factory moderna dove un folto gruppo di artisti e maestranze specializzate si proponevano ai committenti per impianti urbani, architettonici, eventi teatrali ed opere di scultura e pittura.
Nella sua bottega operò per qualche tempo anche il Borromini col quale condivise alcuni progetti – il palazzo Barberini, sede della mostra, e il baldacchino dell’altare di S.Pietro sono tra questi; poi i diversi caratteri e aspirazioni dei due artisti imposero una separazione che si tramutò in mutua rivalsa.
La mostra espone per la prima volta assieme opere anche giovanili che sono presso diverse istituzioni pubbliche e private o la cui attribuzione è stata accertata recentemente; l’esposizione di busti da galleria (destinazione ben diversa da quella funeraria fino ad allora in auge) è sontuosa, i Barberini, papi e non, sono protagonisti assieme a personaggi come l’inviato di Carlo I di Inghilterra o il nano di corte o la donna che appassionò tanto il Bernini da indurlo a gesti inconsulti come lo sfregio.
Vi è raccolta una serie di studi in terracotta, disegni e documenti che ci illuminano sulla capacità artistica ma anche imprenditoriale di Bernini che seppe portare avanti contemporaneamente diversi cantieri e commesse, cercando di far fronte alle richieste incalzanti di sempre numerosi ed esigenti clienti.
Emerge così non solo l’artista che seppe ispirarsi alla nuova maniera dando, nuovi impulsi, dell’arte del ‘500 ma anche l’uomo, coi grandi talenti e la capacità di confrontarsi con diverse scuole del passato e sue contemporanee – in mostra una splendida Maddalena del Reni -, ma anche di passione, che conviveva con le proprie insicurezza e preoccupazioni fin negl’anni della vecchiaia, testimone il figlio che ne scrisse una toccante ed amorevole biografia.
Oltre alla visita alla mostra si è fatto una passeggiata romana nei siti Berniniani come la fontana del tritone, la amata chiesa di S.Andrea al Campidoglio, l’estasi di S. Teresa nella chiesa di Santa Maria della Vittoria dove il divino è quasi teatro di stupore di fronte ad un pubblico terreno: un messaggio che troverà emulatori per i secoli a venire.



