Daphne du Maurier (1907-1989), è conosciuta per i suoi romanzi gotici, apprezzati dal cinema che ne ha tratto pellicole apprezzate.
Tra i suoi libri Rebecca, la prima moglie, Gli uccelli, Mia cugina Rachele e A Venezia, Un dicembre rosso shocking, Il calice di Vandea e Alla Giamaica edito da Sellerio di cui propongo la lettura.
La protagonista è Mary una giovane che arriva in Cornovaglia e viene portata alla Taverna della Giamaica con un falso pretesto di parentela con la zia che gestisce la locanda. La puntuale descrizione, che è la cifra stilistica di questa scrittrice, rivela immediatamente che l’ambiente è luogo di criminalità. Difficile per Mary convenire di non trovare nei suoi parenti un minimo di accoglienza, anzi il modo che le viene riservato è alquanto inquietante, vede la zia soggiogata dal marito che non nasconde i suoi traffici sulla costa. Anche le persone del posto la avvertono di quanto sia esposta al pericolo restando alla taverna. La ragazza viene catapultata in una dimensione criminale, fino a rendersi conto che la sua famiglia è ampiamente coinvolta nelle attività criminali.
Seppur impaurita farà in modo di sottrarsi a tutto questo fino a temere per la propria incolumità. Da giovane ingenua si trasforma in una ragazza coraggiosa che riesce a sfidare la prepotenza dei corrotti sfidando i contrabbandieri.
La trama del romanzo ruota attorno alla scoperta di Mary e alla sua trasformazione in una giovane eroina. Hitchcock ne farà una produzione per il cinema, la tensione psicologica del romanzo verrà trasformata nella pellicola più sull’aspetto del thriller psicologico, la Taverna simbolo di pericolo, corruzione e morte si prestava completamente.
Maria Rosa

