Agli albori del XX sec. nelle case della gente comune non era diffusa la luce elettrica o l’acqua calda corrente, le strade non erano asfaltate e chi era fortunato poteva avere una bicicletta che un fabbro, “gegnaccio” di meccanica (che fossa italiano, francese, tedesco od altra nazionalità poco importa), aveva trasformato in motociclo: per la benzina si andava in farmacia!
Sembra una favola della buona notte ma è storia e a Imola è stato amorevolmente raccolto un patrimonio storico del mondo del motociclismo. Si tratta della collezione di cicli e motocicli del Sig. Benito Battilani.
In più piani, in diversi spazi sono conservati tipi e modelli di Harley Davinson (nome straniero ma “cuore Italiano”), Guzzi, Ducati, Bucher, Adler, Bianchi,… e molti altri marchi, giunti ad oggi o meno sul mercato; una completa carrellata di mezzi della Ditta Frera – della quale il sig. Battilani ha curato la pubblicazione di una volume omnicomprensivo.
In questa collezione si trovano non solo i mezzi perfettamente funzionanti ma anche una raccolta di tutto ciò che orbita attorno al mondo del motociclismo dagli accessori, all’abbigliamento, ai pezzi di ricambio come candele, fanali, gomme, gadget, trofei, ecc…
Il 22 novembre 2024 un gruppo di soci di UA è stata accolta con calore ed orgoglio da una coppia di grandi appassionati conoscitori, i coniugi Battilani, di un mondo che trova nell’ Emilia Romagna insostituibili conservatori di una cultura e competenza non solo storica ma anche tecnica delle moto d’epoca che vanno dai primi anni del ‘900 alla II° Guerra mondiale.
Ad integrare la collezione sono raccolte di rivista, manuali di manutenzione e cataloghi di ricambi originali, i più attempati editati con una veste tipografica degna di libri di arte. I Battilani stessi si sono adoperati per realizzare un archivio fotografico storico non solo dei motocicli ma anche di articoli, volantini per manifestazioni, cartellonistica pubblicitaria, eventi sportivi.
Poi c’è l’officina di restauro, una vera e propri “clinica di alta gamma” per i pezzi che pazientemente attendono di essere restaurati o completati con l’infinita meticolosità di Benito Battilani che nella lezione in aula del 29 novembre 2024 ci ha illustrato le problematiche che stanno alla base di una attività come la sua, che al di là di tempo e impegno economico deve trovare un futuro nella creazione dei una Fondazione che faccia sì che questo indiscutibile patrimonio resti nel nostro territorio e non vada disperso.